Bergamo jazz, sguardo sul futuro: ecco il programma

IL FESTIVAL. Presentati ensemble e solisti dei concerti che terranno banco dal 19 al 22 marzo. Il via al Donizetti con Dave Holland e Lionel Loueke, poi le altre star e i nuovi scenari musicali. Record di abbonati: ottocento.

Ultimi tasselli per completare il mosaico di Bergamo jazz anno 2026 . Con la conferenza stampa di martedì pomeriggio il cartellone organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti aggiunge concerti e proposte arricchendo il ricco programma di performance già annunciate. Joe Lovano, blasonato direttore artistico, intervenuto con un video messaggio, ha varato il motto dell’edizione 2026, «Setting the pace», omaggio a Miles Davis e John Coltrane a cento anni dalla loro nascita. Straordinari musicisti che hanno condizionato la storia della musica ben oltre i confini del jazz.

«Setting the pace», ovvero «dare il tempo», «stabilire il ritmo», con un festival che, sulla scia di quei fulgidi esempi, cerca di proporre protagonisti che stanno orientando ora il futuro della musica.

L’incontro con la stampa nella sala Tremaglia del Teatro, coordinato da Roberto Valentino, ufficio stampa e coordinatore artistico della manifestazione, ha confermato ensemble e solisti artefici dei concerti delle sezioni «Jazz al Donizetti» e «Jazz al sociale» illustrando le tessere mancanti. L’assessore alla Cultura Sergio Gandi ha ribadito il valore «dell’enorme numero di collaborazioni del festival con realtà del territorio, marcato quest’anno con l’ingresso dell’auditorium dell’Istituto Palazzolo e dell’Aula picta della Curia. Collaborazioni che testimoniano una città che tutta quanta contribuisce ad un programma di alto livello».

Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti che detiene la titolarità di Bergamo jazz, ha sottolineato come questo festival «non sia rappresentato solo dalle serate principali» e ha ricordato Gianni Bergamelli, pianista e artista, di cui saranno proposte una selezione di opere, «carissimo amico che ha lasciato una traccia indelebile sul jazz bergamasco». Ed equanime ringraziamento ha rivolto a Claudio Angeleri e Tino Tracanna per il loro lavoro con i giovani, ribadendo l’impegno di Bergamo jazz anche per la prossima estate al Lazzaretto.

Nuovo record di abbonati

Nuovo record di abbonati, quest’anno ben ottocento, giustamente vantato da Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione, «esemplare rappresentazione di un festival che riceve valore aggiunto dai direttori artistici che si sono susseguiti, grandi musicisti di chiara fama, ma anche da un pubblico che evidentemente si affida alle scelte fatte dalla Fondazione».

Tornando al programma artistico, che terrà banco dal 19 al 22 marzo, sul palco del massimo teatro cittadino nella serata di apertura al Donizetti si ascolterà l’autorevole contrabbasso di Dave Holland che si misurerà con la chitarra poliglotta di Lionel Loueke, recuperando il concerto in programma nel 2025. Sul palco salirà poi Steve Coleman con i Five Elements, a vent’anni dalla precedente esibizione al festival, con quella che è stata forse l’ultima acclarata scuola stilistica del jazz contemporaneo. Sabato sarà la volta della scommessa artistica più intrigante del festival, l’incontro tra il contrabbassista Reid Anderson e il batterista Dave King, noti per la militanza nel trio Bad plus, con il sassofonista Chris Potter e il pianista Craig Taborn, nel segno della musica del quartetto «americano» di Keith Jarrett, responsabile nella prima metà degli anni settanta di una ricerca creativa irripetibile.

Il programma

Ad assicurare la consueta dose di musica viscerale nella stessa serata si ascolterà lo tonitruante e strepitante sassofonista Lakecia Benjamin, richiamata in ruolo dopo la recente partecipazione al festival del 2023. Le tre serate nel centro cittadino si chiuderanno domenica con lo stesso Lovano che da direttore artistico si promuove protagonista concertistico, riunendo sotto la sua guida un supergruppo con una performance articolata in diversi set dedicati alle diverse stagioni creative di Davis e Coltrane. In scena Avishai Cohen, George Garzone, Shabaka Hutchings, Jakob Bro, Leo Genovese, Drew Gress e Joey Baron. Una licenza, quanto a separazione, se non delle carriere, dei ruoli, da intendersi forse come saluto al festival, dopo tre anni di direzione.

È in corso la vendita degli abbonamenti per le performance previste al Teatro Donizetti, mentre la vendita dei biglietti per le singole serate sarà avviata dal 28 gennaio. Al Teatro Sociale, in Città Alta, con vendita dei biglietti già in corso, domani si ascolterà uno dei protagonisti assoluti del jazz italiano ed europeo, il pianista Franco D’Andrea, con il contrabbassista Gabriele Evangelista e il batterista Roberto Gatto. Formazione che ha appena dato alla luce l’album «Live». Stessa serata e stesso palco anche per la performance della sassofonista cilena Melissa Aldana, alla testa del suo quartetto, mentre domenica nel prestigioso teatro all’italiana progettato da Leopoldo Pollack nel 1803 performance pomeridiana con la cantante Simona Molinari.

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