Film Meeting premia «Porte Bagage»: al centro la cura dei genitori anziani

IL FESTIVAL. Il regista El-Fassi: «Affronto un tema in cui in molti si riconoscono tra sogni personali e doveri familiari». Miglior documentario «To Close Your Eyes and See Fire». Ferrario: «Il confronto si fa con l’arte non con la guerra».

È l’ultimo dei sette film della sezione Mostra Concorso della 44esima edizione di Bergamo Film Meeting – International Film Festival che è stato presentato all’Auditorium di piazza della Libertà ieri ad essersi aggiudicato il Primo Premio Bergamo Film Meeting. Si tratta di «Porte Bagage» di Abdelkarim El-Fassi (Paesi Bassi, 2025). Al film, che è stato votato dal pubblico, va anche un riconoscimento del valore di 5.000 euro, istituito come sostegno rivolto alle produzioni che investono nei giovani autori, nel cinema indipendente e di qualità.

La giuria internazionale invece, composta da Gabriella Manfrè (produttrice), Patrice Toye (regista) e Miguel Valverde (direttore di IndieLisboa – International Film Festival), ha assegnato il Premio per la migliore regia del valore di 2.000 euro a «Der Frosch und das Wasser/The Frog and the Water» di Thomas Stuber (Germania, 2025).

Il secondo e il terzo Premio Bergamo Film Meeting (sempre assegnati dal pubblico) sono andati rispettivamente a «Skriti Ljudje/Hidden People» di Miha Hočevar (Slovenia, Serbia, Islanda, 2025) e a «L’Étrangère/Pieces of a Foreign Life» di Gaya Jiji (Belgio, Francia, 2025).

«Porte Bagage» racconta il viaggio che deve compiere una famiglia di origine marocchina che vive nei Paesi Bassi quando l’anziano padre Musa (Mahjoub Benmoussa), nelle fasi iniziali della demenza e bisognoso di cure frequenti, decide di voler tornare a vivere in Marocco. Siccome il padre non vuole viaggiare in aereo la figlia Noor, i suoi due fratelli e suo nipote intraprendono così il viaggio a bordo di un pulmino. Viaggio che costituisce il grosso della parte centrale del film che diventa così una sorta di road-movie. «Anche se – come ha spiegato il regista Abdelkarim El-Fassi -, “Porte Bagage” è più di un semplice road movie; è una narrazione toccante ispirata a un’esperienza personale. Il film esplora le complesse problematiche legate alla cura dei genitori anziani, soprattutto in un contesto culturale che privilegia le responsabilità collettive rispetto alle aspirazioni individuali. Si tratta di trovare un equilibrio tra sogni personali e doveri familiari, un tema in cui molti spettatori possono riconoscersi profondamente. La presenza di “Porte Bagage” nel titolo sottolinea il bagaglio emotivo e culturale che si tramanda di generazione in generazione e oltre i confini, evidenziando la rilevanza universale del film. Questa pellicola cattura l’essenza dei legami familiari e dell’identità culturale, rendendoli un motivo centrale per la riflessione degli spettatori sulle proprie vite». È probabilmente questo che ha colpito il pubblico del Festival che, infatti, lo ha lungamente applaudito alla fine della proiezione.

Sono stati anche attribuiti i premi dell’altra sezione competitiva «Visti da vicino», dedicata ai documentari che attribuisce due premi: il Premio Miglior Documentario Cgil Bergamo, del valore di 2.000 euro, assegnato in base alle preferenze espresse dal pubblico, come riconoscimento alle produzioni cinematografiche indipendenti è stato assegnato a «To Close Your Eyes and See Fire» di Nicola von Leffern, Jakob Carl Sauer (Austria, 2024); il Premio della Giuria Cgil - La Sortie de l’Usine, del valore di 1.000 euro, conferito dai delegati sindacali di Cgil Bergamo al documentario che meglio affronta i temi legati al mondo del lavoro e al sociale è stato assegnato ad «Azza» di Stefanie Brockhaus (Germania, 2025): «Un documentario – spiega la giuria - che con grande sensibilità e rigore racconta la battaglia delle donne ancora intrappolate in una società patriarcale».

Il sindaco Elena Carnevali ha elogiato il festival: «Rappresenta un grande patrimonio culturale della città: ci fa crescere critici e consapevoli». E il presidente del festival Davide Ferrario ha poi aggiunto: «Sfogliando il programma del festival c’erano film europei, americani, la retrospettiva sul cinema iraniano di Kiarostami: Bergamo Film Meeting conferma che il confronto tra i popoli si fa con l’arte e non con la guerra». Le proiezioni proseguono anche oggi con, tra le altre cose, il passaggio di testimone tra Bergamo Film Meeting e Bergamo Jazz.

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