Folk e tradizioni popolari fra ricerca storica e danze: al via il Festival

Quarta edizione. In occasione della Giornata nazionale, il 29 e 30 ottobre stand e animazione in Provincia. Morotti: «Raccontiamo le nostre origini».

Bergamo si prepara ad ospitare le celebrazioni della Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, che dal 2019 cade il 26 ottobre e che quest’anno, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico più vasto, è stata posticipata al fine settimana. Due giorni d’iniziative, il 29 e 30 ottobre, in gran parte nel cortile dell’amministrazione provinciale di via Tasso, dove si esibiranno 43 compagnie provenienti da tutta la Bergamasca e una rappresentanza di artisti boliviani, che porteranno in città musiche e danze tipiche del Sudamerica.

Stop per il Covid

Istituita tre anni fa dal Consiglio dei Ministri e subito «azzoppata» dalle restrizioni causate dalla pandemia, la quarta Giornata del folklore rappresenta quest’anno un’occasione di ripresa per un settore che ha patito non poco lo stop di due anni imposto dal Covid. «Queste iniziative vogliono dare proprio un segnale forte di ripartenza», spiega Francesco Gatto presidente del comitato provinciale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, che sta organizzando l’evento in stretta collaborazione con il Ducato di Piazza Pontida, l’organizzazione mondiale dedicata al folklore (iov) e la sezione lombarda dell’Unione Nazionale Proloco d’Italia (Unpli).

«Il riconoscimento e la vicinanza delle istituzioni, dalla Provincia di Bergamo ai Comuni di appartenenza delle associazioni, è un fatto molto importante – ha aggiunto Francesco Gatto -. È un momento di ripresa delle attività, di studio e di ricerca, pur nelle difficoltà che tanti gruppi stanno vivendo nel coinvolgere di nuovo le persone nelle loro iniziative». Un concetto, quello della partecipazione, che ha sottolineato anche Mario Morotti, duca di Piazza Pontida: «Il nostro obiettivo è di dare anche una spinta, nella speranza che torni la voglia di mettersi in gioco – ha detto –. Anche per questo abbiamo pensato di organizzare l’evento nel fine settimane. Vogliamo porre più attenzione sul folklore per sensibilizzare i bergamaschi sulle nostre tradizioni; un momento di festa per raccontare anche le nostre origini».

Il programma

Si parte sabato mattina (ore 9) con un momento istituzionale nel cortile della Provincia e la simbolica consegna degli attestati di riconoscenza per il lavoro con cui i gruppi tramandano le tradizioni. Alle 10,30 l’inaugurazione della piazza del Folklore e l’apertura degli stand che per due giorni animeranno il cortile del Palazzo.

Il primo concerto di musica popolare è previsto per le 11, con l’esibizione dei Rataplam di Mapello. Nel pomeriggio toccherà ai gruppi folklorici, che a partire dalle 14,30 daranno vita alla «Parata della Solidarietà», sfilando lungo il Sentierone da Palazzo Frizzoni a via Tasso. Domenica mattina sarà dedicata alle bande bergamasche, grazie alla collaborazione con l’Associazione Bergamasca Bande Musicali, mentre nel pomeriggio famiglie e bambini sono invitati allo spettacolo di burattini a cura della compagnia «I burattini di Roberta».

La due giorni di celebrazioni sarà accompagnata da un’altra manifestazione a livello nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari. Si tratta del «Folklore per la Vita», occasione in cui i gruppi folklorici si esibiscono a scopo solidale, per dare concretezza all’atto del donare. Sia sabato che domenica il cortile del Palazzo della Provincia ospiterà la Castagna solidale a cura del Ducato di Piazza Pontida; i fondi raccolti verranno destinati all’associazione Spazio Autismo Bergamo. L’edizione orobica del Folklore per la Vita è dedicata ad Aldo Secomandi, folklorista, padre fondatore della federazione, che negli scorsi decenni ha fatto ricerca sul nostro territorio per trovare e salvaguardare canti, danze e tradizioni bergamasche.

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