Giorno della Memoria, dalla Rocca alla stazione: il programma delle cerimonie

COMUNE DI BERGAMO. Martedì 27 gennaio cerimonie alla Rocca, in stazione e a Palazzo Frizzoni con scuole e associazioni per ricordare le vittime della Shoah e delle deportazioni.

Il 27 gennaio 1945 il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. Dal 2000 il Giorno della Memoria è entrato nel calendario civile italiano e, dal 2001, una legge ne affida il significato a un ricordo collettivo che comprende la Shoah, le leggi razziali, le deportazioni e il coraggio di chi si oppose allo sterminio salvando altre vite.

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale di Bergamo celebra la ricorrenza con un programma articolato, che affianca le cerimonie istituzionali nei luoghi simbolo della città a un percorso culturale condiviso con enti e associazioni, per interrogarsi sul valore attuale del fare memoria.

«La memoria, quando diventa abitudine, rischia di perdere la sua forza trasformativa. Ricordare oggi significa assumersi una responsabilità verso ciò che accade»

«A venticinque anni dall’istituzione del Giorno della Memoria sentiamo il bisogno di guardare con maggiore profondità a questa ricorrenza – spiega l’assessore alla Cultura Sergio Gandi –. La memoria, quando diventa abitudine, rischia di perdere la sua forza trasformativa. Ricordare oggi significa assumersi una responsabilità verso ciò che accade».

Gli eventi istituzionali

Le cerimonie istituzionali, in programma martedì 27 gennaio, prenderanno il via alle 9.45 al Parco delle Rimembranze alla Rocca, con la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi dedicate agli ebrei bergamaschi deportati e alle ceneri dei deportati nei lager. Alle 11 alla Stazione ferroviaria, al binario 1, si terrà l’omaggio alla lapide in memoria dei lavoratori deportati, con interventi di Aned Bergamo e degli studenti dell’Istituto Paleocapa.

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Alle 12 nel giardino di Palazzo Frizzoni un momento di raccoglimento ricorderà i venti bambini ebrei uccisi a Neuengamme, seguito dall’omaggio a Pierantonio Cividini. Un 27 gennaio che, come sottolinea la direttrice Isrec Elisabetta Ruffini, «diventa occasione di riflessione condivisa, capace di tenere insieme passato e presente e di coinvolgere l’intera comunità».

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