«Intuito, memoria e fortuna: così ho sbancato l’Eredità»

IL SUPERCAMPIONE. Stefano Buzzotta, radici a Trescore, in 14 puntate ha vinto 350mila euro. «Una cultura generale ampia è la base di tutto».

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Ci sono momenti in cui il flusso della vita ordinaria, quella fatta di treni tra Bergamo e Milano e scadenze da content manager, si inceppa per lasciare spazio a un disegno diverso. Come se un ingranaggio invisibile deviasse la traiettoria di un uomo per portarlo dentro una scatola di luce, davanti a milioni di sguardi. È la storia di Stefano Buzzotta, 33 anni, radici a Trescore Balneario, cresciuto a Borgo di Terzo e oggi una vita a Milano con la compagna Marianna. Una laurea in Scienze storiche nel 2019, qualche stagione come maestro elementare e guida turistica, prima di approdare al marketing. Un ragazzo normale, se non fosse per quel dettaglio sottile che si chiama memoria, o forse curiosità assoluta per le cose del mondo.

Supercampione dell’Eredità

Stefano è da poco tornato a casa con un titolo che somiglia a una fiaba moderna: è il supercampione di tutti i tempi dell’Eredità, il quiz di Raiuno. Ha polverizzato il record di vincita della storia del programma, portando a casa 350mila euro in 14 puntate e superando il montepremi di un mito del tavolo come Massimo Cannoletta (che mantiene il record di presenze per numero di puntate). Un’avventura che è un piccolo capolavoro di intuito e sangue freddo.

«Un minuto sembra durare venti secondi»

«È un programma che seguo da sempre la sera, mentre cucino o ceno», racconta Stefano. «Ho sempre avuto la passione per i quiz, e ricordo molte cose. Sono stati Marianna e i miei genitori a spingermi a iscrivermi. Ho dato retta a loro, ho fatto il provino ed è andata bene. Ma lì, al tavolo della Ghigliottina (il gioco finale, ndr), la fisica si deforma: un minuto sembra durare venti secondi. È complicatissimo».

«Una cultura generale ampia è la base di tutto, insieme a una buona memoria e a tanti interessi intermedi»

Eppure, in quel tempo compresso, la mente di Stefano ha saputo pescare i fili invisibili che collegano le parole indizio alla risposta corretta. Come quando la parola misteriosa era «colletto». «C’era l’indizio “albero”», racconta, «e ho avuto un flash improvviso di un libro delle superiori sul colletto dell’albero, la zona da cui partono le radici. La sera della parola “riflesso”, invece, l’indizio era “verticale”: ho pensato al riflesso dei gatti, che quando cadono si girano verticalmente per atterrare in piedi. Io ho dei gatti, e quel dettaglio mi è tornato utile».

«Servono intuito e fortuna»

Ora però per Stefano è il tempo del ritorno alla realtà e della gestione di un futuro improvvisamente più leggero. «Una cultura generale ampia è la base di tutto, insieme a una buona memoria e a tanti interessi intermedi», riflette Stefano sulla formula del successo. «Poi servono intuito ma anche una buona dose di fortuna. È pur sempre un gioco». Con la cifra vinta, i progetti sono già tracciati, con la concretezza tipica della sua terra: «Faremo cose utili, come i lavori nella nuova casa, ma mi toglierò anche lo sfizio di un bel viaggio, qualche regalo e cene da offrire. E poi ho dei progetti di divulgazione culturale su internet: questi soldi non fanno male».

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