Nelle voci femminili la poetica convivenza su natura e infanzia
LA RASSEGNA. Giovedì 12 marzo alla Fondazione Serughetti La Porta si rinnova l’appuntamento con la poesia: protagoniste le autrici bergamasche Elena Maffioletti e Giusi Quarenghi.
Sono due voci femminili, quella di Elena Maffioletti e Giusi Quarenghi, a dialogare nel quarto incontro della rassegna «Poesia che fa civiltà», ideata da Gabrio Vitali. Giovedì 12 marzo, alle 17.30, le due autrici bergamasche saranno introdotte da Carmen Plebani alla Fondazione Serughetti La Porta in città (Viale Papa Giovanni XXIII, 30).
Ci si attende un incontro di grande interesse, per la qualità del lavoro delle due autrici, ma anche perché sarà un confronto tra la scrittura narrativa di Maffioletti e quella poetica di Quarenghi. Sono artiste che condividono un modo riservato, ma non isolato, di vivere la scrittura. Hanno entrambe un forte legame con luoghi montani, ancora relativamente incontaminati, con l’Abruzzo per quanto riguarda Maffioletti, con la nostra Val Taleggio nel caso di Quarenghi, che è originaria di Sottochiesa. E forse sarà soprattutto su questo aspetto, su un sentimento condiviso della Natura e uno sguardo di particolare attenzione verso il paesaggio, che si potranno individuare le consonanze tematiche più profonde tra le loro due scritture.
si leggeranno i testi di Elena Maffioletti
Priorità assoluta, così ci assicura Maffioletti, sarà data alla lettura dei testi, in particolare, per quanto la riguarda, a tre romanzi «Le prigioni del verde» (Baroni, 2003), «Il principio della terra. Viaggio sulle tracce del lago d’Aral» (Infinito edizioni, 2018) e dal suo libro più recente «Blu oltremare» ((Les Flâneurs Edizioni, 2025), nato con l’intento di rendere omaggio alla terra d’Abruzzo, in particolare a San Vito Chietino, dove Gabriele D’Annunzio visse un’intensa storia d’amore con Barbara Leoni.
«Concepisco la scrittura come una sperimentazione - racconta Maffioletti - non mi basta quello che ho acquisito col libro appena finito, cerco sempre un nuovo approccio che corrisponda però alla mia prosodia interiore». Una raffinata attenzione alla sonorità e al ritmo, oltre che l’uso di immagini particolarmente evocative, sono infatti i tratti distintivi della sua prosa, che spesso si apre con naturalezza a veri e propri scorci poetici. Non sorprenderebbe pertanto se, nel proverbiale cassetto, fossero custoditi anche alcuni componimenti lirici che potrebbero trovare spazio nella lettura di questo incontro.
I versi di Giusi Quarenghi
Una particolare declinazione di come la poesia contribuisca alla civiltà, la fornisce tutta la vasta produzione letteraria di Giusi Quarenghi, poeta, scrittrice e figura di riferimento per la letteratura dell’infanzia, di varie fasce d’età, dai bimbi agli adolescenti. Ha rinarrato le fiabe, i miti e poi la Bibbia, ha riproposto i Salmi per i più piccoli e ha ricevuto due volte il Premio Andersen come miglior scrittrice. Rigore e creatività convivono quasi magicamente nella sua produzione in versi sia per i bambini, sia per gli adulti. Perché la lingua è una cosa seria e bellissima. «Perché i versi non sono, come si crede, sentimenti, sono esperienze» scriveva Rainer Maria Rilke, una citazione che Quarenghi, tanto per dare un’idea del suo modo di operare «civilmente», pone all’inizio, non di un libro per adulti, ma di uno dei suoi libri per bambini «E sulle case il cielo» (Topipittori, 2007, con illustrazioni di Chiara Carrer). Di ritorno da una settimana di intensa «convivenza poetica» con una classe di bambini di una quinta elementare del Friuli, Quarenghi spiega perché è fondamentale fare esperienza viva con le parole. «Non abbiamo fatto video, nessuna foto, nessuna necessità di documentare, siamo stati insieme, facendo tante attività, tutte senza voti. Prima di tutto ci siamo ascoltati, perché l’ascolto viene prima di ogni altra cosa». E poi, con la «poesia in azione», accadono i miracoli, i bambini, anche quelli che di solito sono in difficoltà nelle normali attività didattiche, si riprendono le loro parole, mettono in ordine sintassi e semantica e, tutti insieme, imparano a scoprire la sostanza e la bellezza della lingua, la sostanza e la bellezza dell’essere umano.
Anche se sarà prevalentemente la poesia per adulti al centro dell’incontro di giovedì, i temi di fondo che si affrontano con i più piccoli, non sono diversi: Il rapporto tra oralità e scrittura, tra il detto e il non detto, la gratitudine verso la propria infanzia e lo sguardo accurato, pieno di affetto sul presente. Tutto quello che contribuisce a dare corpo alla parola, contribuisce a dare corpo alla nostra identità.
Si leggerà tra i versi, come si legge nella vita, mettendo in linea i libri come gli anni, da «Ho incontrato l’inverno» (Campanotto Editore, 1999) a «Nota di passaggio» (Book editore, 2001), per arrivare a «Tiramore» (Marsilio, 2006) e «Basuràda» (Book editore, 2017), in cui Quarenghi recupera e reintegra, poeticamente e potentemente, la lingua dell’infanzia.
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