Un’opera d’arte bergamasca sul campo da basket di Nairobi
L’IMPRESA. La Street Art Ball Project in Kenya: «Graffiti e le parole “Becoming Humans”ispirate a Pinocchio dove giocheranno i ragazzi per accogliere fragilità e forza insieme».
Immaginate una distesa di cemento a Nairobi che smette di essere solo materia grigia per farsi racconto. Succede quando l’arte urbana incontra il rimbalzo di un pallone da basket, succede quando il talento italiano di Street Art Ball Project (Sab) decide di oltrepassare i confini nazionali per approdare in Kenya. La notizia non è solo la partecipazione alla Nairobi Design Week 2026, ma la realizzazione di un luogo – un playground artistico all’interno della scuola Still I Rise – dove la rigenerazione urbana si mescola all’educazione, grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi.
Qui, il linguaggio della street art si trasforma in un ponte tra culture, restituendo nuova vita a spazi che attendevano solo di essere «visti». Street Art Ball Project non è un semplice collettivo di artisti, ma un’idea che nasce da una convinzione profonda: ogni spazio può diventare un luogo di crescita, ispirazione e connessione. È un progetto di HG80, impresa sociale di Bergamo che unisce sport e partecipazione sociale, trasformando superfici anonime in dispositivi sociali capaci di attivare relazioni. Non si tratta di interventi estetici, ma di una magia collettiva che supera barriere generazionali attraverso la forza visiva dei colori e il ritmo del gioco di strada. Il campo di Nairobi, la cui realizzazione si concluderà il 19 marzo, non è un’opera qualunque. Il concept artistico affonda le sue radici in un archetipo universale della nostra letteratura: Pinocchio. Ma è un Pinocchio riletto attraverso la lente della contemporaneità e del desiderio di umanità. Paolo Baraldi, la mente creativa dietro questo intervento, oltre che muralista e direttore artistico di Sab, ha scelto di tornare alle proprie origini artistiche per lanciare un messaggio che scuote l’asfalto. «Approfondendo l’opera di Collodi è emerso con forza il desiderio di Pinocchio di diventare umano», racconta, spiegando la genesi del progetto. «Da qui è nata l’idea di tornare alle mie radici artistiche: i graffiti e le parole. Ho immaginato lettere cubitali che attraversano il playground, intrecciandosi in giochi di trasparenze e colori pop fino a formare la scritta “Becoming Humans”». È una dichiarazione d’intenti che si srotola sotto i piedi dei ragazzi che ogni giorno calpestano quel campo, un invito a riconoscersi in un’aspirazione comune. La scelta del plurale, in quel «Becoming Humans», non è affatto casuale. È un abbraccio che include ogni studente della scuola, ogni passante, ogni abitante della comunità di Nairobi. «Al plurale, perché le ragazze e i ragazzi della scuola possano riconoscersi in questo messaggio», prosegue Baraldi. «Il desiderio non è diventare grandi, ma diventare umani nel senso più profondo del termine: solidali, empatici, capaci di accogliere fragilità e forza insieme. è un invito che va oltre il racconto di Pinocchio: “Becoming Humans” è un messaggio simbolico e universale».
In questo angolo di Kenya, il playground smette di essere un recinto per diventare un centro gravitazionale di incontro. La street art diventa un vocabolario condiviso, una grammatica che non ha bisogno di traduzioni perché parla direttamente agli occhi e al cuore. Mentre le mani di Sab dipingono (con Baraldi, a Nairobi, ci sono anche Tommaso Cambiaghi, street artist, e Stefano Panizzo, fotografo e videomaker), il mondo può seguire questa avventura passo dopo passo sui canali social del progetto, scoprendo come una superficie sottoutilizzata possa trasformarsi in un’opera di arte pubblica partecipata. In un mondo che corre, fermarsi a guardare un campo da basket che diventa un libro aperto sull’umanità è un esercizio di bellezza necessario. Perché, in fondo, siamo tutti esseri in divenire, tutti impegnati in quel faticoso e meraviglioso processo che è il diventare umani. E se questo viaggio può iniziare con un tiro a canestro su un tappeto di colori ispirati a un burattino che voleva farsi bambino, allora la missione di Street Art Ball Project può dirsi compiuta.
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