Famiglie fragili e anziani soli, nasce un nuovo fondo di solidarietà con Cisl e Caritas
LA DECISIONE. Dotazione iniziale di 131.100 euro per sostenere circa 170 nuclei familiari. Il fondo, ospitato dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, finanzierà contributi economici e percorsi di ascolto, orientamento e accompagnamento.
Lettura 2 min.Bergamo
Un nuovo strumento di solidarietà per sostenere famiglie con figli in età scolare e anziani soli in situazione di fragilità economica. Nasce presso la Fondazione della Comunità Bergamasca il «Fondo di Solidarietà Cisl – Fnp Cisl Bergamo – Caritas», promosso da Cisl Bergamo, Fnp Cisl Bergamo e Caritas Diocesana Bergamasca.
Il fondo ha una dotazione iniziale di 131.100 euro e punta a sostenere circa 170 nuclei familiari, oltre a interventi specifici per prevenire sfratti e situazioni di grave precarietà abitativa.
L’iniziativa nasce dalla lettura dei bisogni del territorio, confermati anche dai dati dell’Osservatorio socioeconomico Cisl Bergamo: negli ultimi anni sono cresciute le situazioni di difficoltà nella Bergamasca, tra famiglie con problemi economici, pensionati con assegni al limite della soglia di povertà e lavoratori alle prese con retribuzioni insufficienti a garantire una vita dignitosa.
Nella Bergamasca oltre 55mila lavoratori percepiscono stipendi che faticano a superare i mille euro al mese. I dati del Caf Cisl indicano che l’80% di queste persone è rappresentato da donne e che il 60% ha un’età compresa tra i 20 e i 50 anni
Più di 55mila lavoratori con stipendi vicini ai mille euro
Nel solo capoluogo, le reti di assistenza e gli operatori sociali gestiscono ogni anno oltre 160mila pasti somministrati e 24mila pernottamenti per circa 1.150 persone in grave indigenza
Secondo i dati dell’Osservatorio Cisl, nella Bergamasca oltre 55mila lavoratori percepiscono stipendi che faticano a superare i mille euro al mese. I dati del Caf Cisl indicano che l’80% di queste persone è rappresentato da donne e che il 60% ha un’età compresa tra i 20 e i 50 anni.
Nel solo capoluogo, le reti di assistenza e gli operatori sociali gestiscono ogni anno oltre 160mila pasti somministrati e 24mila pernottamenti per circa 1.150 persone in grave indigenza. Il territorio presenta inoltre un’incidenza di persone senza dimora e minori in difficoltà superiore alla media regionale.
La fragilità riguarda anche gli anziani: in provincia si contano 27,1 beneficiari di assegno sociale ogni mille abitanti con più di 65 anni, quota che sale nelle aree montane e interne. Nel 2025, su 227mila pensioni erogate, più di 135mila erano sotto la soglia dei mille euro; di queste, 96mila erano intestate a donne.
Le risorse del fondo
L’obiettivo non è soltanto erogare contributi economici, ma affiancare le persone attraverso percorsi di ascolto, orientamento e accompagnamento, promuovendo autonomia e rafforzando le reti di prossimità
La dotazione iniziale del «Fondo di Solidarietà Cisl – Fnp Cisl Bergamo – Caritas» è composta da 60mila euro messi a disposizione dalla Federazione Nazionale Pensionati Cisl Bergamo, 51.100 euro dal sistema Cisl con le sue categorie — FIT, Fisascat, Scuola, Fim, Femca, Filca, FP, Fai, First e Fistel — e 20mila euro da Caritas Diocesana Bergamasca.
Il fondo è ospitato presso la Fondazione della Comunità Bergamasca, che ne garantirà la gestione amministrativa, la trasparenza nell’utilizzo delle risorse e la rendicontazione delle attività realizzate.
L’obiettivo non è soltanto erogare contributi economici, ma affiancare le persone attraverso percorsi di ascolto, orientamento e accompagnamento, promuovendo autonomia e rafforzando le reti di prossimità.
Beneficiari e contributi
Il regolamento del fondo individua due categorie principali di beneficiari: famiglie con almeno un figlio under 16 e persone over 67 che vivono sole o in coppia con redditi inferiori alle soglie previste.
I contributi potranno arrivare fino a un massimo di 700 euro per nucleo familiare e saranno destinati a sostenere spese legate alla frequenza scolastica, come trasporti, materiale didattico e libri di testo; visite specialistiche e cure sanitarie, comprese quelle odontoiatriche; percorsi terapeutici per persone con disabilità, tra cui logopedia, fisioterapia, piscina terapeutica e attività riabilitative; interventi sociosanitari e assistenziali, come assistenza domiciliare e badanti.
Una quota specifica di 30mila euro sarà riservata a situazioni di sfratto esecutivo o grave morosità abitativa, con interventi costruiti in collaborazione con i servizi sociali e gli altri soggetti coinvolti.
Il ruolo dei Centri di Ascolto
Un elemento centrale dell’iniziativa sarà il ruolo dei Centri di Ascolto Parrocchiali, che raccoglieranno le richieste, accompagneranno i beneficiari nei percorsi di accesso e contribuiranno al monitoraggio degli interventi.
Nei casi più complessi sarà favorito il raccordo con i Servizi Sociali comunali e con le realtà territoriali già impegnate nella presa in carico delle fragilità.
Il fondo punta quindi a costruire percorsi condivisi capaci di prevenire l’aggravarsi delle situazioni di vulnerabilità, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, Terzo Settore e comunità locali.
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