Frutta, la raccolta self service torna questo weekend in otto aziende della provincia
IDEA BERGAMASCA . La prima volta l’iniziativa è stata proposta nel 1999 dall’azienda agricola “Il Frutteto” a Bolgare, poi è nato il circuito che apre i campi per piccoli frutti.
Lettura 1 min.Un circuito unico in Italia, che attira consumatori da fuori provincia. L’idea della raccolta self service della frutta direttamente in campo è nata nella nostra provincia più di 25 anni fa e oggi continua a vivere una fase di espansione. Tantissime famiglie raggiungono i frutteti orobici con l’obiettivo di vivere una giornata alternativa all’aria aperta, cogliendo fragole, pesche, albicocche, susine, mele, pere, more, lamponi, ribes, uva spina, mirtilli, uva da tavola, kiwi, cachi e fichi.
L’idea della raccolta self service della frutta direttamente in campo è nata nella nostra provincia nel 1999, più di 25 anni fa. Oggi arrivano persone da Milano, Lodi, Varese e Como.
Questo fine settimana è prevista una nuova corsa alla raccolta delle ciliegie. «Prevediamo un altro weekend molto frequentato – commenta Romano Micheletti, che ha lanciato l’idea del circuito nel 1999 con l’azienda agricola “Il Frutteto” a Bolgare -. Accogliere gente che arriva apposta da Milano, Lodi, Varese e Como ci riempie di orgoglio e nel contempo testimonia il fatto che la nostra idea è unica». Insieme al frutteto di Bolgare, le aziende agricole aperte per la raccolta self-service di piccoli frutti si trovano a Castel Cerreto, Castel Liteggio (C’era una pesca), Martinengo (Avanti frutta), Gorle (Fior di frutta e Franky fruit), Credaro (La Perla) e Albano Sant’Alessandro (Frutteto dei Pacì).
Le aziende agricole aperte per la raccolta self-service sono a Bolgare (Il Frutteto),Castel Cerreto, Castel Liteggio (C’era una pesca), Martinengo (Avanti frutta), Gorle (Fior di frutta e Franky fruit), Credaro (La Perla) e Albano Sant’Alessandro (Frutteto dei Pacì).
Secondo le stime di Confagricoltura Bergamo, il fenomeno genera un giro d’affari intorno ai 550 mila euro, distribuiti sul lavoro di una ventina di aziende (dalla Bassa alle Valli, dalla città ai laghi) che ricevono la visita in campo di circa 50mila persone. «Il circuito di raccolta self-service coinvolge ogni anno decine di migliaia di consumatori – conferma Francesco Tassetti, vicedirettore di Confagricoltura Bergamo -. Le famiglie apprezzano la qualità della frutta, colta direttamente in campo, che ben si abbina a un’esperienza unica in mezzo alla natura: una sorta di scampagnata che permette di tornare a casa con un bel bottino di prodotti freschi e genuini».
Formazione per i frutticoltori
Per tenersi al passo con i tempi, il gruppo dei frutticoltori organizza ogni anno momenti di formazione e di aggiornamento. «Teniamo molto a questo aspetto, dedicato alle aziende agricole associate – prosegue Tassetti -. Ogni anno curiamo due corsi sulla coltivazione di pomacee e drupacee e dal 2024 prevediamo anche una visita tecnica fuori regione. Nel 2024 siamo stati alla fondazione Edmund Mach, lo scorso anno al centro di sperimentazione Laimburg, mentre recentemente abbiamo visitato Agrion a Cuneo». Gli appuntamenti nei centri sperimentali «rappresentano un ponte tra ricerca e pratica agricola – conclude Romano Micheletti -. In questo modo possiamo intuire il futuro del settore, grazie a ricercatori che si confrontano con professionisti di tutto il mondo».
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