Insalate in busta a rischio: «Il caldo ha colpito le rese. La Gdo riveda i prezzi»

AGRICOLTURA. In provincia il comparto vale 70 milioni all’anno, la coltivazione interessa mille ettari di serre e il 70% del prodotto è imbustato.

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Bergamo

Sugli scaffali dei supermercati scarseggiano le buste di insalata pronta: uno strascico del clima torrido che ha messo in difficoltà le aziende agricole. Le associazioni di categoria lanciano l’allarme per il rischio concreto di un fermo dei terreni, perché manca la convenienza a produrre.

In Bergamasca il comparto vale 70 milioni di euro all’anno e la coltivazione si estende su mille ettari di serre, con il 70% del prodotto che finisce in busta. L’indice di penetrazione tra le famiglie italiane supera l’80% per un fatturato complessivo italiano intorno a 1,2 miliardi.

«I produttori sono alle prese da mesi con i rincari di gasolio, energia elettrica, trasporti e fertilizzanti – commenta Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo -. La chiusura dello Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica internazionale stanno mettendo sotto pressione la filiera che produce ortofrutticoli freschi, confezionati e pronti al consumo».

Le temperature elevate, arrivate ben oltre la media stagionale, hanno condizionato semine, trapianti e cicli colturali compromettendo le rese.

Il calo della disponibilità

Confagricoltura conferma i dati di Unione Italiana Food che hanno evidenziato una riduzione dei volumi agricoli, con un calo della disponibilità di prodotto fino al 40% e un aumento degli scarti che arriva fino al 20% per non aver raggiunto gli standard qualitativi. «Al momento scarseggiano gli strumenti per la difesa delle colture e le imprese agricole lamentano la disponibilità limitata di fitosanitari e la conseguente necessità di ricorrere a soluzioni onerose, come il fermo dei terreni – continuano da Confagricoltura -. Per proseguire con le forniture serve un patto con la grande distribuzione organizzata per garantire la quarta gamma sugli scaffali, mentre guardando al futuro urge la necessità di introdurre le Tecniche di evoluzione assistita (Tea/Ngt)».

Felice Poli, presidente di Aop-Unione IV Gamma, che fa capo a Filiera Italia con Coldiretti, conferma che «stiamo vivendo un periodo difficile e complesso tra problemi atavici fino alla carenza, o in alcuni casi addirittura mancanza, della materia prima causata dagli eventi calamitosi legati al clima torrido». E «per le insalate adulte a pieno campo abbiamo assistito a un aumento dei prezzi collegato alla diminuzione della quantità, ma purtroppo la IV Gamma non segue lo stesso percorso perché i prezzi sono prestabiliti – prosegue Poli -. Preso atto dei cambiamenti climatici, dovremo necessariamente attrezzarci coltivando varietà più resistenti al caldo e ombreggiando maggiormente le serre. Nel frattempo chiederemo un aumento dei prezzi alla Gdo per rientrare dai maggiori costi produttivi che stanno sostenendo le aziende agricole».

Sul fronte dei supermercati, il gruppo Esselunga rileva che «per assicurare la massima trasparenza nei confronti dei nostri clienti, abbiamo ritenuto opportuno esporre cartelli nei reparti ortofrutta, così da segnalare eventuali limitazioni o variazioni nell’assortimento». «Le condizioni climatiche di questa estate hanno interessato le principali aree produttive con il caldo prolungato che ha rallentato la crescita di alcune colture, mentre grandine, vento e temporali hanno danneggiato parte dei raccolti, rendendo più complesse e variabili la disponibilità e la continuità delle forniture di alcuni prodotti come insalate e pomodori. Siamo impegnati ogni giorno a garantire il miglior assortimento possibile, nel rispetto della filiera». C’è da dire che «rispetto alle settimane estive più critiche la situazione oggi appare in miglioramento per quanto concerne gli assortimenti».

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