Italia, rischio irrilevanza nel nuovi assetti di potere
MONDO. Al vertice Nato di Ankara agli italiani verrà chiesto degli impegni sottoscritti. Il governo Meloni ha cercato di inserire le spese infrastrutturali nel conto finale. Ma a Washington guardano al cash versato alle loro industrie di armamenti.
Lettura 2 min.L’obiettivo di Trump è rimpinguare i bilanci delle multinazionali yankee. L’Italia non cresce e da sola non ce la fa. Ecco perché l’essersi fidata di Trump è il macroscopico errore di Giorgia Meloni. Doveva puntare sull’Europa. È lì che si giocano le sorti d’Italia. Passare per quelli che cercano visibilità all’ombra del presidente americano, anche se non vero, non toglie il precedente che in effetti il governo italiano premeva al G7 di Evian per un bilaterale ufficiale con Trump. Per il capo del governo italiano si trattava di riprendere il ruolo di pontiere tra Usa e Vecchio continente.
Passare per quelli che cercano visibilità all’ombra del presidente americano, anche se non vero, non toglie il precedente che in effetti il governo italiano premeva al G7 di Evian per un bilaterale ufficiale con Trump
Si pone ora la domanda: ha senso rivendicare la presunta unità dell’Occidente quando è chiaro che l’America da Obama in poi ha iniziato a muoversi in forma autonoma e egemone? Chi non ricorda le intercettazioni dall’ambasciata americana di Berlino sul telefonino di Angela Merkel? L’invasione dell’Ucraina ha fatto saltare il tavolo sul quale la Germania negli ultimi 25 anni aveva imbandito il suo banchetto fatto di gas russo a prezzi stracciati e di export. Con la Cina nel cuore e nel portafoglio. Il «deep state» americano, i funzionari dell’amministrazione e la struttura industrial-finanziaria, hanno brindato. Della globalizzazione avevano tratto vantaggio in due: Cina e Germania. Gli Usa erano non solo esclusi ma perdenti. Non dimentichiamo da dove viene Trump.
Un boccone amaro che già la Gran Bretagna con la Brexit del 2016 si era rifiutata di ingoiare. Per gli anglosassoni che dominano il mondo valga il fatto che sono loro e loro solo a disporre dei cosiddetti «five eyes» , l’alleanza dei Paesi anglofoni per la raccolta mondiale delle informazioni sensibili. Che questo dominio possa essere messo in dubbio è un’idea che gli Stati Uniti non possono accettare. In verità si delinea un Occidente americano ed al contempo uno europeo. Possono entrambi condividere una visione comune ma hanno interessi strategici diversi.Meloni non l’ha capito. E vi è un motivo preciso: ha visto negli alleati europei il pericolo maggiore per la limitazione dell’ indipendenza e sovranità nazionale. L’aver rinunciato al vertice di Tivat tra l’Ue e i Paesi dei Balcani occidentali è la risposta irritata a chi, vedi Francia e Germania, aveva scippato all’Italia il dossier per l’allargamento ai Balcani. In Italia bisognerebbe essere più attenti quando Emmanuel Macron o Friedrich Merz parlano di Europa, intendono i loro due Paesi. Il resto fa parte di quella che Napoleone chiamava l’«intendance», utile, indispensabile ma di seconda fila. Sentiamo cosa dice Macron del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in un ipotetico ruolo di interlocutore di Vladimir Putin ad un tavolo negoziale sul conflitto in Ucraina. Sì, avrà un ruolo. Ma le sue competenze saranno definite dagli Stati, si intende l’E3. Merz è più esplicito: Gran Bretagna, Francia e Germania sono grandi Stati europei, ma poi certo coinvolgeremo anche Italia, Polonia, e altri Stati Ue. Può avanzare un’Unione europea dove addirittura chi l’ha mollata in malo modo si trova ad avere uno status di privilegio rispetto a Paesi fondatori come l’Italia? Le preoccupazioni di Meloni sono fondate. Adesso il capo del governo italiano però è tra due fuochi. La ministra della Ricerca tedesca fa presente che senza l’appoggio dell’aerospazio europeo l’esplorazione della Luna diventa per gli americani impossibile. E l’aerospazio italiano, si sa, è forte. L’Italia rimane comunque strategica per gli Usa se vogliono mantenere il controllo eterodiretto del Mediterraneo. L’America non è persa. È il fronte europeo, quello più a rischio. La fragilità economico finanziaria e ora anche politica dell’Italia la espone al rischio dell’irrilevanza nei nuovi assetti di potere. E di questo il governo Meloni porta responsabilità.
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