La delusione dei tedeschi più poveri spinge l’AfD

MONDO. E prima ancora della vittoria dell’AfD, la notizia che scuote Berlino sono i voti dimezzati dalla Cdu.

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La Cdu ha dimezzato i consensi. Prima ancora della clamorosa vittoria di AfD nelle elezioni della Sassonia-Anhalt, è questa la notizia che scuote Berlino e la coalizione del cancelliere Friedrich Merz. Dalle proiezioni della prima rete televisiva Ard l’87% degli intervistati dichiara di essere insoddisfatto dell’attuale governo. Sono un milione e settecentomila gli elettori chiamati alle urne con una partecipazione al voto vicina all’80%. L’ultima volta nel 2021 era il 60,3%. Un’elezione che ha mobilitato anche chi di norma non va a votare e che in alcuni paesini della campagna ha raggiunto quasi il 90%. La Cdu con un magro 18,3% è il partito perdente. La Spd ha invece tenuto, con l’8,5%, gli stessi voti di cinque anni fa, i Verdi hanno superato i socialdemocratici e sono quasi a quota 9%, la Linke di estrema sinistra è al 9,4% e ha perso più dell’1%.

Un voto di protesta

La protesta è il messaggio che da Magdeburgo viene trasmesso alla Germania e all’Europa intera. La conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, viene dalla BSW, un partito nazional-social-populista nato su iniziativa di una fuoruscita della Linke, che già nel nome riproduce l’egocentrismo della fondatrice Bündnis Sarah Wagenknecht (Alleanza Sarah Wagenknecht). Nonostante le divisioni la neoformazione politica sfiora il 5%. Allo stato attuale non si riesce a formare un governo e anche l’AfD con il suo 44,4% non raggiunge la necessaria maggioranza di 42 seggi.

La situazione post voto

Le possibili coalizioni dei partiti tradizionali non bastano anche se allargate alla Linke. Il che permette alla Cdu, pur nella sconfitta, di tirare un respiro di sollievo. Non è obbligata per dovere istituzionale antifascista a collaborare con la Linke. Il vincitore Ulrich Siegmund si è detto disponibile a collaborare con gli altri partiti senza preclusione alcuna. Interessa il programma e sui singoli temi cari agli elettori cerca l’AfD la sua legittimazione. Dovessero gli altri partiti non rendersi disponibili AfD potrà dire che i pregiudizi ideologici delle forze politiche democratiche impediscono la soluzione dei problemi. Il fatto che AfD sia stato classificato in Sassonia Anhalt come forza eversiva che viola i principi costituzionali non è stato preso in considerazione dagli elettori.

L’attuale presidente del Land in carica, il cristiano-democratico Sven Schulze, si è congratulato con il vincitore e ha affermato che si tratta di un voto democratico che va accettato.

A Berlino rimangono sulla cosiddetta Brandmauer, cioè la barriera antincendio, che impedisce di collaborare con il partito nazional-sciovinista. La promessa di Merz di voler dimezzare il bacino di voti della AfD in verità si è rivelato il suo contrario, dimezzata è rimasta la Cdu. Prende quindi piede il dibattito all’interno del partito tra chi vuole tener conto del responso popolare e chi invece chiude la porta in faccia agli estremisti. I problemi sociali come la scarsa assistenza sanitaria nei territori hanno segnato la tornata elettorale soprattutto in campagna. La percezione diffusa nel Land è di essere gli sconfitti della riunificazione.

Gli scontenti guardando a Est

Ha preso piede l’idea che a farsi i soldi all’Est siano solo quelli dell’Ovest. Quelli americanizzati che hanno esportato il loro modello di sviluppo solo per trarre profitto dai bassi costi della manodopera e dei servizi senza portare lavoro. Il costo del carburante e dell’energia elettrica rende quindi plausibile il riavvicinamento a Mosca e la fornitura di gas finalmente a basso prezzo. I sovietici nella vecchia DDR hanno represso l’opposizione politica, creato una dittatura , ridotto il benessere economico ma non hanno intaccato l’identità storica del Paese. Adesso che il modello del consumismo occidentale vacilla, tutti gli scontenti guardano a Est. Qui sono le radici culturali della Germania profonda. È in questo Land che Lutero, il padre spirituale della patria, ha svolto la sua missione ed è qui che sono sepolti i grandi imperatori del Sacro Romano Impero.

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