L’interesse del governo ad accusare la Spagna

MONDO. Martedì 4 agosto a Bruxelles si riuniranno i ministri degli Interni europei per discutere della crisi migratoria di Ceuta. Tutto fa pensare che anche in quella sede proseguirà la polemica tra Italia e Spagna.

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Anche perché è stato proprio l’ufficio del ministro Matteo Piantedosi a firmare una replica piccata a quanto aveva dichiarato il ministro degli Esteri iberico José Manuel Albares secondo cui l’Italia non sarebbe stata «all’altezza» di gestire, per esempio a Lampedusa, crisi simili a quella avvenuta nell’exclave spagnola, rivendicando inoltre il diritto di esigere dai partner europei la solidarietà che Madrid avrebbe sempre offerto in situazioni di emergenza. E dal Viminale una lunga nota è partita per dimostrare che da tempo l’Italia non subisce gli assalti di cui parla Albares e che a Lampedusa si trovano meno di cento migranti da gestire.

La sospensione Schengen con la Spagna

Insomma, non si spegne una polemica nata dalla scelta di Roma di annunciare la sospensione di Schengen con la Spagna pur sapendo che con il trattato di libera circolazione delle persone e delle merci chi proviene da Ceuta (che si trova in Africa) non c’entra nulla. Lo stesso ministro degli Esteri Tajani ha finito per riconoscere che tutto il lavoro di questi giorni della polizia di frontiera si è risolto nel controllo di pochi passaporti.

Ma è chiaro, al di là del possibile (nostro) svarione giuridico-geografico, che il governo italiano, come altri di centrodestra in Europa, ha tutto l’interesse di mettere sotto accusa il socialista Sanchez e la sua politica di «porte aperte» agli immigrati: nell’Unione ormai spira un vento decisamente contrario. Lo dimostra anche il fatto che la proposta italiana di replicare i centri extraeuropei di gestione dei migranti come quello in Albania, stia riscuotendo un forte interesse da parte di numerosi partner, e questo nonostante che finora gli esperimenti fatti in questo campo (oltre all’Albania, il Ruanda scelto dagli inglesi e il Kosovo per i danesi) abbiano portato risultati molto al di sotto delle previsioni, quando non sono proprio falliti a causa dei veti posti dalle varie magistrature. In ogni caso la proposta italiana sarà ribadita oggi a Bruxelles da Piantedosi e non potrà non trovare l’opposizione spagnola, parallela a quella della sinistra italiana.

La politica sui migranti clandestini

I partiti dell’opposizione da giorni martellano il governo criticando la sua reazione ai fatti di Ceuta e in generale la sua politica sui migranti clandestini. E da questo punto di vista è interessante osservare che sono in atto due fenomeni paralleli nella politica italiana sul tema migranti-sicurezza: come la pressione del partito di estrema destra di Vannacci condiziona la politica e i comportamenti del governo Meloni irrigidendone le prese di posizione, allo stesso modo il blocco M5S-Avs induce la segretaria del Pd Schlein a proclamarsi sempre di più dalla parte del premier spagnolo, diventato – nonostante i guai giudiziari e politici che ha in casa – il punto di riferimento dei progressisti italiani. E si capisce il senso di questa doppia pressione.

Il consenso di Vannacci cresce ogni settimana, ormai è al 7 per cento, ad un passo da Forza Italia (8 per cento), lontana dalla Lega (5,9 per cento) e capace di erodere anche il patrimonio elettorale di Fratelli d’Italia. Dall’altra parte crescono sia Conte che Fratoianni i quali insieme hanno gli stessi voti di un Pd fermo al 20 per cento. Il risultato è che le «estreme» determinano le politiche più di quanto consentirebbe il loro peso elettorale. Non è senza significato che i riformisti del Pd siano in uno stato di disagio che potrebbe portarli a rompere gli indugi e a cercare un porto alternativo.

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