A Valbrembo: «Voli troppo vicini ai nostri tetti: inascoltato l’esposto di ottobre»
LA LETTERA. Le lamentele degli abitanti di un residence a 1,5 km dalla pista. «Smisurato l’incremento dei sorvoli della scuola: nel 2025 sono stati 9mila».
Lettura 1 min.«Una premessa è doverosa: non critichiamo l’esistenza dell’aeroclub di Valbrembo, presente qui da svariati decenni, ma di una scuola di volo che, con il passare del tempo, ha incrementato in maniera smisurata i voli, con traiettorie sempre più basse e a nostro avviso pericolose, oltre che rumorose». La precisazione arriva da un cittadino che vive in un complesso residenziale di Brembate Sopra il cui amministratore, lo scorso ottobre, aveva inviato un esposto ai carabinieri di Ponte San Pietro, nel quale si faceva riferimento ai «ripetuti sorvoli di aeromobili a bassa quota sopra le abitazioni del residence», generando «preoccupazione per la sicurezza e disturbo della quiete pubblica».
Nel documento – cui non era seguita alcuna risposta formale – si chiedeva in particolare se fosse «rispettata la quota di sicurezza sopra le abitazioni» e i condomini avevano allegato – calcolandole dal sito «Flightradar24» e fornendo poi foto, video e tracciati – l’elenco dei 268 sorvoli effettuati nei dieci giorni tra il 27 settembre e il 6 ottobre, di cui 30 passati «tra i 7 e i 30 metri sopra i tetti delle abitazioni» che, in linea d’aria, si trovano a poco meno di un chilometro e mezzo dalla fine della pista di Valbrembo e a circa un chilometro dal punto in cui lunedì pomeriggio si è schiantato il Cessna 152 sul quale viaggiavano l’istruttore di volo ventiseienne Daniel Taino, morto sul colpo, e un allievo diciannovenne rimasto gravemente ferito. Proprio dopo il drammatico incidente, i residenti hanno rispolverato quell’esposto, nel quale tra l’altro appare spesso anche la sigla del biposto caduto lunedì.
«Il mio pensiero – sottolinea uno dei residenti, dal 1995 a Brembate Sopra e prima a Ponte San Pietro – va alla giovane vita deceduta nell’incidente e spero che l’altro membro dell’equipaggio possa guarire velocemente, ma non posso fare a meno di evidenziare che prima o poi un tragico fatto del genere sarebbe accaduto: non oso pensare inoltre allo spavento degli abitanti delle case circostanti il luogo dell’incidente. Quindi il tema è questo: ha motivo e diritto di esistere una scuola di volo che pratica sorvoli sopra le case di ben cinque paesi altamente antropizzati, peraltro con immobili in larga parte esistenti ben prima dell’arrivo della suddetta scuola, oppure è il caso di spostarla in realtà più sicure per tutti?». Prosegue l’abitante: «La presenza dell’aeroclub, nato per il volo di alianti tanto che qui lo chiamiamo ancora “volo a vela”, non ha mai dato fastidio o creato problemi fino a 3 o 4 anni fa, quando la scuola di volo ha sempre più aumentato i sorvoli. Ma, quel che è peggio, sopra le abitazioni e ad altezze che dubito fortemente siano consentite a quote così basse».
Secondo una stima dei residenti, nel 2025 sarebbero stati circa novemila i sorvoli sul complesso residenziale a Brembate di Sopra al confine con Ponte San Pietro, «di cui non meno di 1800-2000 considerati a bassa quota».
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