Incidente aereo di Valbrembo: volo di 51 minuti, poi lo schianto. Enac: non incolpare il sistema

LE INDAGINI. Il presidente Di Palma: «Analizzeremo le richieste dei sindaci». Un pilota: «Se il motore si spegne, c’è poco da fare».

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«La prima cosa da capire è la dinamica dell’incidente, ma è chiaro che è sbagliato imputare responsabilità a tutto il sistema». Lo dice chiaramente Pierluigi Di Palma, presidente di Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile a margine della presentazione romana del Fact Book di Itsm. L’incidente di lunedì a Valbrembo costato la vita all’istruttore di volo 26enne Daniel Taino (venerdì 5 giugno è in programma l’autopsia) sarà analizzato nei dettagli, ma senza che questo possa far ricadere responsabilità sull’intero sistema dell’aviosuperficie di Valbrembo.

«Le richieste contenute nella lettera dei sindaci le analizzeremo senza dubbio – prosegue Di Palma –, ma è evidente che s arà da ricostruire una responsabilità oggettiva del singolo incidente. Non è che, perché c’è stato un incidente, allora la responsabilità deve ricadere su tutto il sistema». La lettera cui fa riferimento il presidente di Enac è quella inviata martedì mattina, poche ore dopo lo schianto del Cessna 152 della scuola di volo «Cantor Air» in via Don Bosco a Valbrembo, proprio all’Enac e alla Prefettura dai sindaci di Valbrembo, Ponte San Pietro, Paladina, Almenno San Bartolomeo e Brembate Sopra. I primi cittadini chiedono di dare priorità alla sicurezza degli abitanti della zona, fermando i voli in attesa che siano chiarite le cause dello schianto.

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La ripartenza dei voli

Ma se fino a giovedì i voli sono rimasti fermi, la scuola di volo ha annunciato che venerdì ripartiranno: «I briefing riprenderanno, gli istruttori torneranno in aula e in volo, gli allievi torneranno a studiare, a imparare e a costruire il proprio futuro. Lo faremo con rispetto, prudenza e con la stessa serietà professionale che ha sempre caratterizzato la nostra scuola. Perché il modo migliore per onorare chi ha dedicato la propria vita all’aviazione non è fermare il volo: è continuare a praticarlo, insegnarlo e trasmetterlo con competenza, passione e responsabilità».

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I dati del trasponder

Intanto, grazie al transponder, il dispositivo che registra la posizione degli aerei, sono emersi alcuni aspetti tecnici del volo terminato con il drammatico schianto: il Cessna 152 aveva decollato dalla pista di Valbrembo alle 15.06 e il volo era durato 51 minuti, durante i quali Daniel Taino con accanto il suo allievo 19enne (ancora ricoverato in prognosi riservata al «Papa Giovanni») ha raggiunto un picco di seimila piedi di altitudine e sorvolato Presezzo, Terno e Carvico, è salito da Brivio verso Calolziocorte e Lecco, ha proseguito in Valsassina e poi è ridisceso costeggiando il ramo lecchese del lago, per poi tornare verso l’aeroporto, fare un circuito sopra la pista e procedere con la «riattaccata» d’addestramento. Risalito, in pochi attimi il velivolo è precipitato.

La rimozione della carcassa dell’aereo caduto a Valbrembo

Yuri Colleoni

«Quando si è in volo e il motore si spegne e ci si trova a bassa quota, è davvero difficile gestire la situazione – racconta un pilota esperto –: in pochi istanti, si cade. Se si è più in alto, c’è qualche momento in più almeno per decidere il da farsi. Devo dire che in questo caso, da quanto so, l’istruttore deve aver cercato fino all’ultimo di raggiungere una strada, pur incrociando però i cavi della corrente. Ma è riuscito, e gli va dato il merito, comunque a salvare il suo allievo».

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