Incidente di Valbrembo, i sindaci: «Enac sospenda i voli, priorità alla sicurezza»

LA LETTERA. Inviata martedì 2 giugno dai sindaci di Valbrembo, Ponte San Pietro, Paladina, Brembate Sopra e Almenno San Bartolomeo dopo l’incidente in cui è morto Daniel Taino. «Stop cautelativo: intanto si indaghi e si apra un tavolo».

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Sospendere in via cautelativa l’attività della scuola di volo fino alla fine dell’indagine sull’ incidente che si è verificato nel pomeriggio di lunedì 1 giugno , rivedere le procedure di decollo e atterraggio e convocare un tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti.

La lettera

Sono le richieste contenute in una lettera che martedì 2 giugno i sindaci dei cinque Comuni attorno all’aviosuperficie di Valbrembo hanno inviato all’ Enac , l’Ente nazionale per l’aviazione civile, e alla Prefettura . I primi cittadini di Valbrembo , Veniero Arrigoni , di Ponte San Pietro, Matteo Macoli, di Paladina , Gianmaria Brignoli , di Brembate Sopra, Tiziano Ravasio e di Almenno San Bartolomeo, Alessandro Frigeni dopo lo schianto costato la vita all’istruttore di volo ventiseienne Daniel Taino hanno formalizzato riflessioni e richieste e le hanno inviate all’Enac, l’autorità unica che in Italia si occupa della regolazione tecnica, della vigilanza e del controllo dell’aviazione civile.

«La sicurezza dei cittadini una priorità»

Quattro le premesse del ragionamento dei primi cittadini: «Il recente incidente aereo verificatosi in prossimità di aree abitate ha suscitato forte preoccupazione tra la popolazione e le amministrazioni locali; la sicurezza dei cittadini rappresenta una priorità assoluta per gli enti territoriali; presso l’aeroporto di Valbrembo opera una scuola di volo certificata da Enac; risulta necessario accertare ogni elemento utile relativo ai profili di sicurezza, alle procedure operative e all’impatto dell’attività di addestramento sul territorio circostante».

Le richieste dei primi cittadini

Quindi le richieste. Primo: «La sospensione cautelativa temporanea delle attività di addestramento al volo presso l’aeroporto di Valbrembo fino al completamento delle verifiche tecniche e delle indagini relative all’incidente». Secondo: «L’avvio di una verifica straordinaria delle procedure operative , dei percorsi di decollo e atterraggio e delle misure di mitigazione del rischio adottate».

Sulla piattaforma online «Change.org» è attiva da anni la petizione «Rivalutazione ambientale dell’aeroporto di Valbrembo», che a martedì aveva raccolto 828 firme digitali

Terzo: «La convocazione di un tavolo tecnico con Enac, gli enti locali interessati, i rappresentanti della scuola di volo e le autorità competenti». Quarto: «La trasmissione ai Comuni interessati degli esiti delle verifiche e delle eventuali misure correttive ritenute necessarie».

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Intanto sulla piattaforma on line «Change.org» è attiva da anni la petizione «Rivalutazione ambientale dell’aeroporto di Valbrembo», che a martedì aveva raccolto 828 firme digitali . La cittadinanza è preoccupata. «Proprio nella petizione si fa notare il fatto che una zona così popolata offra pochi spazi aperti e sicuri per gli atterraggi di emergenza e lunedì, purtroppo, ne abbiamo avuto la prova», sottolinea Cristina Guercilena , tra i firmatari.

La rimozione della carcassa dell’aereo caduto a Valbrembo

Yuri Colleoni

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«Un aeroporto qui non è sostenibile»

«L’incidente era solo una questione di tempo – aggiunge –: lo sanno bene gli abitanti dell’area, che da tempo lamentano non solo i disagi ma anche i potenziali pericoli dell’ attività dell’aeroporto. E non possono non pensare che se nella zona non ci fossero state costruzioni e l’aereo fosse atterrato su un campo aperto, forse non sarebbe finita in tragedia. L’attività dell’aeroporto in una zona così popolata non è pericolosa solo per gli abitanti, ma anche per gli stessi piloti. Un aeroporto in una zona così popolata non è sostenibile ».

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