(Foto di Yuri Colleoni)
L’INCIDENTE MORTALE. Fascicolo in Procura per omicidio colposo: incaricato un tecnico. Venerdì mattina l’autopsia di Daniel Taino, Tra errore umano e malore, prevale l’ipotesi del guasto. Il sindaco: «Sospesi decolli e arrivi per rispetto alla vittima».
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Gli aerei biposto che solitamente decollano e atterrano in continuazione durante la giornata per ora restano tutti fermi, parcheggiati (e coperti) accanto alla pista o all’interno degli hangar.
E proprio in uno di questi garage dell’aviosuperficie di Valbrembo è stato portato, sotto sequestro, anche il Cessna 152 che alcuni minuti dopo le 16 di lunedì si è schiantato poco lontano dall’aeroporto, causando la morte dell’istruttore ventiseienne della scuola volo «Cantor Air» Daniel Taino e il grave ferimento dell’allievo d iciannovenne che era al suo fianco, tuttora ricoverato in prognosi riservata. «I voli sono fermi dal momento dell’incidente e non so quando ripartiranno – conferma il sindaco Veniero Arrigoni –: credo sia per una forma di rispetto verso questo giovane che non c’è più, piuttosto che una risposta alle nostre richieste all’Enac di sospendere i voli per garantire più sicurezza, in attesa che venga fatta chiarezza sull’incidente».
E proprio sul fronte delle indagini, mercoledì il sostituto procuratore Raffaella Latorraca ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando contro ignoti i reati di omicidio colposo e lesioni gravissime e affidando due incarichi: il primo al medico legale Matteo Marchesi perché esegua – nella mattinata di domani all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – l’esame autoptico sul corpo dell’istruttore di volo, e il secondo a un tecnico perché esegua una «superperizia» sui resti del Cessna, analizzandone il motore e tutte le sue componenti strutturali ed elettroniche.
L’esito dell’autopsia e degli accertamenti del perito confluiranno nel fascicolo d’indagine assieme ai paralleli accertamenti che sta svolgendo anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, tramite un proprio investigatore che già martedì aveva esaminato il relitto quand’era ancora posizionato nel punto in cui era caduto, in via don Bosco a Valbrembo, dove ieri sono stati lasciati dei fiori bianchi.
L’obiettivo è di chiarire le cause dell’incidente. Tra il malore e l’errore umano sembra prevalere, al momento, l’ipotesi del guasto tecnico. Ecco perché. Il malore, che potrebbe emergere dall’autopsia (ed è per questo che è stata disposta), appare poco probabile perché il biposto aveva i doppi comandi e dunque l’allievo, già esperto di volo, sarebbe stato eventualmente in grado di pilotarlo anche da solo.
Anche l’errore umano al momento sembra non trovare riscontri oggettivi, visto che il Cessna aveva terminato senza problemi il volo previsto, si era allineato da nord verso sud alla pista, salvo poi eseguire una cosiddetta «riattaccata», o «touch and go» , manovra avvenuta pare regolarmente e che rientra negli addestramenti classici dei futuri piloti: solo risalendo dalla pista per rifare e concludere la procedura di atterraggio, l’aereo ha virato verso sinistra per tornare verso lo scalo, perdendo però rapidamente quota e schiantandosi tra le case di via don Bosco. Per questo sembra più verosimile, al momento, che il motore possa avere avuto un guasto o un’avaria improvvisa. Utili potranno essere anche le eventuali riprese video delle telecamere della zona dello schianto.
Fino a mercoledì le richieste inviate all’Ente nazionale dell’aviazione civile da parte dei sindaci di Valbrembo, Ponte San Pietro, Paladina, Brembate Sopra e Almenno San Bartolomeo, non hanno avuto un riscontro. «Come comunità di Almenno – sottolinea il sindaco Alessandro Frigeni –, oltre alle richieste già contenute nella lettera condivisa con gli altri primi cittadini, da tempo avevamo raccolto le lamentele di alcuni abitanti della zona a sud del paese, le cui case si affacciano sulla valle del Brembo, rispetto al disturbo acustico arrecato dai velivoli, soprattutto nella fase di decollo».
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