Azzano, il dolore della comunità: «Preghiamo per Tommaso e per la sua famiglia»

IL LUTTO. Più di un centinaio di persone al momento di preghiera. Alle 20.30 la fiaccolata organizzata da compagni di classe e genitori.

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Azzano San Paolo

Gli sguardi dei bambini erano persi nel vuoto, tutti increduli e scioccati per la morte del loro amico Tommaso Nava, volato in cielo a soli 10 anni dopo il tragico incidente di lunedì 31 settembre in via Zanica, mentre era in sella alla moto guidata dal padre Diego, che resta ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

Il dolore di un’intera comunità

C’era tanta commozione nel pomeriggio di venerdì 4 settembre nella vecchia chiesa parrocchiale di San Paolo ad Azzano, dove si è tenuto un momento di preghiera, alla presenza di più di un centinaio di persone, tra le quali molti bambini con i loro genitori. Qualcuno aveva la divisa della squadra Azzanese Basket Stezzano, dove giocava il piccolo Tommy, qualcun altro è scoppiato a piangere in una giornata di forte dolore che sta unendo tutta la comunità attorno alla famiglia del bimbo con quegli occhi chiari che ricordano «un piccolo angelo». Ed erano visibilmente affranti anche le maestre della scuola «4 Fratelli Piacentini» di via Papa Giovanni XXIII, dove Tommaso fra qualche giorno avrebbe iniziato la quinta elementare.

«Questa è una preghiera molto semplice - ha detto il parroco don Enrico Mangili, affiancato dal curato don Simone Zappella -, una preghiera per Tommaso, per la sua famiglia ma anche per noi perché ogni volta che ci scontriamo con la realtà della morte, soprattutto di un bimbo, diventa molto difficile per tutti».

«Il Signore ci ridona la vita»

«Con molta semplicità - ha evidenziato don Mangili - vogliamo affidare al Signore tutte le emozioni che ci sono nel nostro cuore senza censurare nulla perché ci conosce e non si spaventa, ma ci accoglie per quello che siamo. La morte di Tommaso, tra le tante cose, ci dice che la nostra vita è molto fragile. Se, però, ci fosse solo questo la vita sarebbe davvero difficile: come cristiani noi crediamo che il Signore non si faccia fermare dalla morte. La vita che il Signore possiede in pienezza viene ridata a chi muore e in questo momento Tommaso torna a vivere in un modo che noi non riusciamo a comprendere perché non lo vediamo, ma il Signore ci ridona la vita».

«Vorrei chiedervi un istante di silenzio - ha concluso - per dire al Signore: aiutaci a fidarci del fatto che la nostra vita non si perde, del fatto che ci vuoi talmente bene che nel momento in cui ci sarà la morte tu ci riaccoglierai con la tua vita nelle tue braccia». Al termine sono stati accesi i lumini, lasciati da tutti sull’altare prima della partenza in corteo verso la camera ardente nella Casa del commiato Maggioni di via Piave, dove è stata benedetta la salma del piccolo Tommaso.

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