Noemi e l’esame di Maturità in ospedale dopo la leucemia e il trapianto: «Non sono la mia malattia»
LA STORIA. La 18enne di Torre de’ Roveri, studentessa al liceo artistico Manzù, sosterrà gli scritti lontano dai compagni: «È stata dura, dal punto di vista fisico, mentale e organizzativo, ma sono orgogliosa del percorso. Sogno di diventare una fotografa».
Lettura 1 min.«Il mio obiettivo di vita è essere Noemi, non la mia malattia. La leucemia è una parte di me, logicamente mi ha cambiata, ma io non sono la leucemia». Noemi Gandossi, 18 anni di Torre de’ Roveri, affronterà la Maturità in ospedale, lontana dai compagni di classe, dalle aule di scuola e dai tradizionali momenti di festa di fine anno. Gli scritti li sosterrà al «Papa Giovanni XXIII», dove nei mesi scorsi ha affrontato una leucemia e un trapianto di midollo.
Un mix di emozioni
Studentessa del liceo artistico Manzù, ora è a casa per il periodo di osservazione post trapianto ma le sue condizioni non le consentono di frequentare luoghi chiusi e affollati e solo per l’esame orale si valuta l’eventuale possibilità di tornare a scuola, con particolari precauzioni.«Ho svariate emozioni – racconta –. Sicuramente un po’ di agitazione, perché nessuno ti racconta com’è fare la Maturità in ospedale. Ma anche tristezza per un anno vissuto a distanza dai compagni. Ho perso il quinto anno, che è quello più bello. Ho dovuto rinunciare alla cena di classe e alla festa di fine scuola. Avrei voluto entrare di più nel gruppo classe».
«Ho pianto tanto, è stata tosta»
La leucemia diagnosticata a ottobre ha cambiato radicalmente la sua quotidianità, tra ricoveri, intense cure, il trapianto a inizio 2026 e una lunga fase di recupero. «C’erano giorni in cui dormivo quasi tutto il tempo. Ho pianto tanto, è stata tosta. Sono esperienze che non auguro a nessuno, soprattutto a qualcuno della mia età. Vorrei che la gente conoscesse di più la leucemia e le cure che esistono. In ospedale c’è tanta sofferenza. Vedere persone, tra cui molti giovani, che lottano ogni giorno tra vita e morte ti segna e cambia tanto».
«All'esame, all’orale, vorrei portare davanti alla commissione anche la mia esperienza personale»
Eppure Noemi ha scelto di non rinviare l’esame. «Avrei potuto farlo il prossimo anno, ma ho preferito mettermi alla prova, tramite la scuola in ospedale. Non volevo sprecare un anno. È stata dura, dal punto di vista fisico, mentale e organizzativo, ma sono orgogliosa del percorso.E all'esame, all’orale, vorrei portare davanti alla commissione anche la mia esperienza personale ». Una Maturità che Noemi affronterà con una consapevolezza in più, rispetto ai coetanei: «È una prova importante, ma resta una prova. Ho già realizzato un progetto artistico dedicato alla malattia. E dopo tutto quello che ho vissuto, voglio continuare ad andare avanti,guardo in particolare al futuro e all’Accademia Laba di Brescia, per coronare il sogno di diventare fotografa».
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