Esami di terza media per 9.938 alunni: per l’orale spazio alla «personalità»

SCUOLA. Prove al via negli istituti da oggi - 10 giugno - al 30 giugno: si parte con le tre tracce di italiano. I prof e il colloquio pluridisciplinare: «Puntiamo a far emergere talenti e passioni dei ragazzi».

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Giusto il tempo di chiudere i libri e poi di nuovo seduti nei banchi per affrontare la prima vera sfida della loro carriera scolastica. Per l’esattezza sono 9.938 gli studenti delle scuole secondarie di primo grado della nostra provincia che, a partire dal 10 giugno, affronteranno gli esami di fine ciclo.

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Date variabili

A differenza infatti da come accade per l’esame di maturità le date per l’inizio delle svolgimento delle prove scritte di terza media vengono scelte in autonomia da ogni singola scuola. Il ministero dà indicazioni solo sulla finestra temporale che va dalla fine della scuola al 30 giugno. Motivo per cui alcune scuole iniziano il 10, mentre la maggior parte ha optato per l’11.

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Le prove

A differenza poi degli esami di maturità, il ministro Giuseppe Valditara non è intervenuto per modificare lo svolgimento della «maturità» dei più piccoli. Anche quest’anno dunque gli esami iniziano con la prima prova di italiano, a seguire matematica, quindi in un solo giorno le due prove di lingua straniera. Come di consueto per la prova di italiano il ministero ha individuato tre tipologie di tracce, che vanno dal testo narrativo o descrittivo a quello argomentativo a quello di sintesi e comprensione. La prova di matematica invece propone quesiti di geometria solida, ma anche equazioni di primo grado e domande di scienze. Nessuna novità anche per la prova orale, anche se la modalità della conduzione del colloquio pluridisciplinare dipende da come le singole scuole hanno lavorato e, comunque, deve essere finalizzata in particolare alla valutazione delle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, senza dimenticare l’educazione civica.

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L’orale: spazio alla creatività

«Per la prova orale i nostri 90 studenti di terza media devono preparare un lavoro personale che va dalla predisposizione di una mappa concettuale su un determinato argomento a quella che è la presentazione di un elaborato più complesso – spiega il dirigente dell’Ic Mazzi, Andrea Pioselli –. L’obiettivo, al di là delle nozioni acquisite, tende a far emergere la personalità dell’alunno, declinata a partire dall’argomentazione del perché ha scelto un determinato argomento».

«Devono anche presentare quello che è il loro “diario di bordo” dove man mano hanno notato le considerazioni fatte per arrivare al prodotto finale»

Proprio in virtù del fatto che la prova orale serve per far emergere le peculiarità proprie di ogni studente, largo alla creatività. «Gli studenti delle nostre 4 classi porteranno quello che noi definiamo “compito autentico” – racconta la vicepreside dell’Ic Santa Lucia, Barbara Crivellari –. Ai primi di maggio i docenti hanno dato un input ai ragazzi, che sia un film, un articolo o altro, e l’alunno deve realizzare qualcosa spendibile nella realtà. Sono nati così podcast, giochi da tavolo, siti internet e performance. Devono anche presentare quello che è il loro “diario di bordo” dove man mano hanno notato le considerazioni fatte per arrivare al prodotto finale. Abbiamo molto discusso su quale influenza, negativa, avrebbe potuto avere l’utilizzo dell’AI, ma ci è sembrato che questo format possa funzionare, anche perché il docente monitora tutto il percorso fatto». Un’esibizione, un prodotto, di qualunque tipo, è lo spunto da cui partire per l’orale anche per gli studenti dell’Ic De Amicis. «Puntiamo molto sulla possibilità che il ragazzo possa vivere questo momento come un’occasione per esprimere il proprio talento o la propria passione – spiega la dirigente Maddalena Dasdia –. Ad aprile gli studenti hanno indicato ai docenti due argomenti, o attività, che li interessano in modo particolare nella vita. I docenti forniscono loro una parola chiave intorno alla quale ruota la presentazione del loro elaborato che mette in luce il loro talento che purtroppo a scuola non hanno modo di condividere con compagni e docenti».

«Un momento di crescita»

Esami già in corso nei 5 Istituti diocesani (Collegio Vescovile, Scuola Capitanio e Istituto del Bambino Gesù a Bergamo; Istituto Sacro Cuore di Villa d’Adda e lstituto Maria Consolatrice a Sant’Omobono Terme). «L’esame è un momento di crescita in cui ciascuno studente può mostrare chi è, cosa vuole, quali siano i suoi desideri, le sue passioni e illustrare alla commissione il primo concreto progetto di vita – sottolinea la coordinatrice didattica della Scuole Capitanio, Maria Amodeo –. È una meta, ma anche un transito pieno di significati impliciti, divento grande, faccio le mie scelte, ed espliciti, le mie conoscenze sono diventate competenze visibili prima di tutto a me».

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