Il mondo oltre la valle, l’ignoto che attrae e fa paura
LA RECENSIONE. Tra l’alta val Badia e New York. Polarità opposte, che rappresentano, da una parte, la chiusura, il confine, il noto; dall’altra l’ignoto, il dischiudersi delle possibilità, interi mondi oltre le cime, l’innovazione, le macchine che corrono veloci.
Lettura 1 min.L’ignoto, si sa, attrae ma fa paura; il noto annoia, costringe, ma rassicura. Questa dialettica attraversa la mente di un ragazzino, Johann, 17 anni, pastorello e inserviente in un rifugio di montagna, ma anche tutto il romanzo di cui è protagonista: «Anime azzurre» (Bompiani, pp. 288, euro 19) di Alessandro Botteon. Che, trentino di nascita, memore della Val Badia come teatro delle «più belle estati» della sua infanzia, ma globetrotter per lavoro «tra la California, l’Italia e il mondo» (ha fondato una start up che si occupa di Ia), questa dialettica l’ha inscritta, in qualche modo, nella sua storia personale.
Facile definire il suo come un «Bildungsroman». Johann non è mai uscito da «la valle» (per antonomasia, naturalmente), ma sente forte il richiamo di un oltre sconosciuto ed indefinito, che gli si manifesta attraverso turisti e sciatori che affollano il rifugio dove lavora, i 747 che passano sulla sua testa, la presenza della vicina Corvara. Tanti e agguerriti, però, i fattori che lo trattengono: un padre rozzo e violento, dalla mentalità e orizzonti ristrettissimi, che dalla valle è uscito una sola volta.
E la tragedia occorsa al fratello, morto proprio mentre, accompagnato da lui ancora bambino, tentava di uscire dalla valle passando da un vecchio ponte di legno. «Ora ti sembra che le montagne ti proteggano, e invece non fanno altro che toglierti la vista del mondo là fuori... E io voglio vederlo... voglio essere libero», aveva detto a Johann poco prima di scivolare «nel buco». Quel ponte diventa confine, monito interiore. Ma Johann si ripromette che, se non ce l’avesse fatta a uscire dalla valle, avrebbe fatto uscire la valle da lì. In forma di film. Il cinema è la sua sola grande passione. Per visitare Ny guarda Taxi Driver. Un giorno del 2001, da Ny arriva Alicia, che lo affianca nel lavoro al rifugio. Due mesi prima è stata vittima, in prima persona, dell’attentato alle Torri gemelle, di cui ricorre, quest’anno, l’anniversario (25 anni).
Occhi di chi ha lasciato un Paese e non ne ha ancora trovato un altro, anima di chi non ha un posto dove appartenere. Dopo inizi che peggio non si potrebbe, quella ragazza bellissima ma «rotta» diventa per lui una formazione all’amore.
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