Il «Ti amo» inviato per errore scatena debolezze e fragilità

IL LIBRO. Un evento che può scatenare una slavina di reazioni a catena, rivelatrici di chi siamo, o potremmo essere.

Quanto è il potere, l’influenza, lo spazio del cellulare nelle nostre vite? Un messaggino inviato, per errore, a una destinataria sbagliata, può scatenare una slavina di reazioni a catena, rivelatrici di chi siamo, o potremmo essere.

Domenico Starnone, per trent’anni insegnante alle superiori, con i suoi libri da «Ex cattedra» a «Solo se interrogato» ci ha dato una delle rappresentazioni più efficaci, satiriche e tenere insieme, della scuola italiana. Il suo ultimo libro, «Destinazione errata» (Einaudi, pp. 141, euro 17,50), parte da un incidente apparentemente banalissimo. Il protagonista è uno sceneggiatore quarantenne, di cui mai viene fatto il nome. Collabora strettamente con Claudia, collega seria e fantasiosa, creatrice di una serie televisiva a cui lui è stato chiamato a collaborare. È sposato con la «bellissima» Livia, docente universitaria «sopraffatta dal lavoro», e tuttavia animata da «bella sincera leggerezza», sorridente alla vita ed ai suoi imprevisti, insofferente a lamentazioni e malumori.

La storia

La coppia vive a Roma. Ha tre figli piccoli, Sara, Nilde, e Giulio, ultimo nato. È sabato pomeriggio. Lui è diviso tra Nilde che strilla perché i suoi biscotti sono finiti e Claudia che gli scrive perché non ricorda il nome di un nuovo personaggio della serie. Risponde il nome del personaggio alla collega e «Ti amo» alla moglie, che gli ha svelato l’ubicazione dei biscotti. Meglio: crede, aveva intenzione di destinare così i messaggi. Le risposte gli rivelano l’imbarazzante «Destinazione errata». Ha scritto il nome del personaggio alla moglie e «Ti amo» alla collega. Che fare? Da questo errore, dettato dalle troppe cose a cui si deve attendere contemporaneamente, scaturisce un climax avvincente, un continuo e sempre più invischiante gioco di fughe e ritorni, oscillazioni entre oui et non, spinte e resistenze, curiosità e resipiscenze. Starnone mette il suo personaggio nelle situazioni più impreviste e potenzialmente imbarazzanti, che costringono ad adattamenti dell’ultim’ora. E rappresenta, tra il molto altro, la nuova fenomenologia-psicologia dei rapporti da e con il cellulare. Strumento di controllo nostro sulla vita degli altri e degli altri sulla nostra, ma anche causa di deragliamento dai binari, il telefonino avvia ed accompagna una vicenda sempre divisa tra curiosità e ragionevolezza, desiderio istintivo, infantile di sconfinamento e violazione, e consapevolezza del potenziale disastro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA