Le storie dell’Italia che votò per la Repubblica

TENDENZE. Sono passati 80 anni da quando, il 2 giugno 1946, milioni di donne e uomini entrarono in una cabina elettorale per scegliere la forma di governo, tra monarchia e repubblica.

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Un gesto semplice, come tracciare una croce su una scheda, con un valore enorme: una possibilità di scelta, che continua anche oggi ad essere fondamento della democrazia. Ne parla attraverso testimonianze dirette «Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto» (Mondadori) di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini.

Gli autori raccolgono le voci di giovani, reduci, donne al loro primo voto, oggi centenari. Accanto ad esse ci sono ricostruzioni storiche, che fanno emergere il ritratto dell’Italia dell’epoca, ancora divisa tra resistenza al cambiamento e voglia di futuro. Marianna Aprile ne «La promessa» (Rizzoli) ne parla con un accento sul suffragio femminile, e sull’eredità delle promesse di allora, per cercare cosa ne resti oggi. Con rigore giornalistico, ripercorre 80 anni di storia sociale, con sguardo attento sull’evoluzione della sensibilità e della percezione dei diritti. Offre una panoramica ampia «Voto alle donne» (Einaudi) di Mario Avagliano e Marco Palmieri: attraverso diari, lettere e memorie, parte dall’Unità d’Italia e ricostruisce il percorso delle donne verso la piena cittadinanza. Delicato ma incisivo, adatto anche ai giovani lettori «Al voto!» (Lapis) di Fulvia Degl’Innocenti e Lucia de Marco, albo illustrato immerso in atmosfere vintage che ricordano i cinegiornali dell’epoca: protagonista è Bianca, una bambina di un quartiere milanese del dopoguerra, che accompagna i genitori al seggio e comprende il peso del voto e quanto incide (ieri come oggi) sul presente e il futuro di tutti.

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