Nei romanzi coreani ascolto, cura e leggerezza
TENDENZE. Ascolto, cura, attenzione per le piccole cose: sono un filo conduttore ricorrente nella narrativa coreana, che vive una stagione di popolarità, seguendo l’onda di K-drama e K-pop.
Lettura meno di un minuto.«Romanzi-rifugio», che si collocano bene nella «up-lit», letteratura che offre leggerezza, ispirazione e un pizzico d’ottimismo. Si concentra sul potere della musica «Un insolito negozio di sogni e vinili» (Nord) di Lim Pyung Jin e Hee Koh Eun. Jeongwon ha perso i genitori e il fratello minore: una tragedia che lo ha annientato. Apre a Seul un negozio di dischi usati, con l’unico scopo di dare via i vinili che il padre amava. Ma ognuno di essi porta chi lo ascolta a compiere un viaggio inaspettato. La scrittura procede per accordi sommessi, mai enfatici. La musica rimargina ferite e si insinua dove mancano le parole.
Sposta la cura in uno spazio immaginario «La clinica sotto le stelle» di Oh Seung-Won (Giunti): un ambulatorio che apre solo di notte. Il dottor Lee Soo-hyun e l’infermiera Kim Hee-jung accolgono i naufraghi di un sistema competitivo e incapace di ascoltare: manager, impiegate, operatrici di call center, portatori di mali senza nome. Allo stesso bisogno di ascolto risponde, con umorismo nero, «La signora Shim è un’assassina» (HarperCollins) di Kang JiYoung. Shim Eunok, vedova cinquantenne resa invisibile da una società che scarta le donne non più giovani, si riscatta dall’emarginazione intraprendendo un mestiere sanguinario, e ottiene una tagliente rivincita. Anche qui tornano la necessità di cura e d’ascolto, con la convinzione che nelle pieghe del quotidiano, anche quando sembra che non ci sia più niente da salvare, si nasconda sempre una possibilità di rinascita.
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