Ofelia e il dono del vaticinio per raggiungere la libertà
IL LIBRO. Tutto parte da un annuncio pubblicitario apparso su «L’isola» di Sassari del 27-28 maggio 1894: «La Rinomata Sonnambula Elisa Morello dà consigli di presenza e per corrispondenza per tutti gli argomenti possibili...».
Nasce da uno spunto reale «La sonnambula», ultimo romanzo della sassarese, da anni residente a Milano, Bianca Pitzorno (Bompiani, gennaio 2026, pp. 408, euro 20). Da un dato documentale, si genera «l’invenzione di una storia nella quale agiscono molti personaggi, veri o inventati, ma tutti ispirati a vicende realmente verificatesi in Sardegna o altrove». Ofelia Rossi, la protagonista, sin dalla primissima infanzia è toccata da una sventura, o da un dono. Cade in stati di trance, ed emette vaticini che si rivelano di prodigiosa, inquietante esattezza. La prima volta, a soli quattro anni, fissa il vuoto, come rapita a se stessa, e pronuncia il nome dello zio, che, di lì ad un anno, avrebbe lasciato la moglie per un’amante che frequentava già da mesi.
La seconda volta, ad un ricevimento, uno dei convitati recita la poesia in cui Carducci canta il treno come una specie di mostro tonitruante/significazione diabolica: «Un bello e orribile / mostro si sferra...». Ofelia rovescia gli occhi all’indietro, e, come svenuta, ha una visione: «Fiamme alte venti metri. Trentatré morti..». Profezia, esatto al minuto secondo, di una tragedia che si sarebbe verificata due giorni dopo. Tanto precisa nel prevedere i destini altrui, Ofelia non può neanche immaginare cosa le sarebbe accaduto infilandosi, più grande, in un matrimonio sbagliato: con un conte che, all’apparenza, è un partito ideale, molto superiore allo stato sociale di lei, e si rivelerà invece un traditore, bugiardo, potenziale assassino, con una tecnica «a piccole dosi» che ricorda il caso Impagnatiello- Tramontano.
Costretta dalle circostanze, Ofelia decide di fuggire, e, da sola, si costruisce una vita e una reputazione da sonnambula, paradossalmente, «finta», che distribuisce consigli e predizioni studiando prima abitudini, rapporti, reputazione delle clienti. Come l’Elisa Morello da cui si è partiti. Una storia molto romanzesca, per certo verso ottocentesca, da cui emerge il grande spirito di indipendenza ed intraprendenza di una donna, in un contesto storico e geografico in cui la condizione femminile non era certo di piena emancipazione, e l’attenzione alle classi sociali di appartenenza estremamente vigile e pervasiva.
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