Platone e l’umanità ai tempi dell’Intelligenza Artificiale
TENDENZE. Il punto di vista di Simone Regazzoni in «Platone nella Silicon Valley» (Ponte alle Grazie), saggio che unisce filosofia e attualità.
Lettura meno di un minuto.L’uscita della nuova enciclica di Papa Leone, «Magnifica Humanitas», alimenta la riflessione sull’intelligenza artificiale a partire da una domanda tutt’altro che astratta: come custodire l’umano nell’epoca degli algoritmi. Mentre i nuovi strumenti accelerano la trasformazione del lavoro e del linguaggio, si sente la necessità di interrogare criticamente questa svolta su una tecnologia che non è mai neutrale.
Platone nella Silicon Valley
Interessante il punto di vista di Simone Regazzoni in «Platone nella Silicon Valley» (Ponte alle Grazie), saggio che unisce filosofia e attualità. La scrittura è densa, evocativa, attraversata da immagini che sottolineano la natura incarnata del pensiero. Regazzoni oppone alla logica dell’algoritmo la «generazione vitale» platonica, dove anche desiderio e carne sono sorgente di conoscenza. L’incontro, sorprendente, tra Platone e Muhammad Ali diventa metafora di un ragionamento che lotta, respira, suda: un invito a non delegare la coscienza alle macchine. Più narrativo è Federico Neri, nel saggio «Parlare agli algoritmi. Intelligenza artificiale: trent’anni di errori, scoperte e rivoluzioni» (Laterza). Qui il sapere tecnico si intreccia alla biografia, con uno stile limpido che rende accessibili passaggi complessi. Dalle prime regole simboliche ai modelli linguistici contemporanei, Neri offre una mappa storica ed etica, abitata da volti, paure e intuizioni. Infine, Chris Ferrie, nel cartonato per i più piccoli «Intelligenza artificiale» (Il Castoro), traduce l’AI con una lingua essenziale e visiva: frasi brevi, immagini nitide, un sapere che si fa seme, e spinge (anche i grandi) a chiedersi quale umanità vogliamo custodire, e con quali voci, volti, parole.
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