Recami, satira anti trash nel romanzo postumo
DA LEGGERE. Francesco Recami è scomparso il 9 ottobre 2025, a 69 anni, lasciando dietro di sé il cordoglio di coloro che amano intelligenza, ironia, creatività, spirito di denuncia, e anche un quid di spregiudicatezza.
Lettura 1 min.È appena uscito, postumo, per l’editore Sellerio, che ha decretato il suo successo ed al quale si era legato in un «rapporto strettissimo», il suo ultimo romanzo, «I killer non mangiano la pizza ai funghi» (pagine 432, euro 17). L’inventiva di Recami tende a dispiegarsi in serie, o cicli: i più famosi, la Casa di ringhiera e le quattro Commedie nere. Questa potrebbe definirsi la serie de «I killer non...». Il romanzo ultimo e postumo è il sequel di «I killer non vanno in pensione» (2022), a cui è intrecciato da molti fili e rimandi. Anche qui compaiono Walter Galati, che, dietro le apparenze di modesto impiegato Inps di stanza a Treviso, cela l’identità di killer maniacalmente professionale, in forza ad un’Agenzia internazionale.
E la spietata killer soprannominata la Colomba, affiliata a un’Agenzia mortalmente nemica, nascosta, forse, dietro le sembianze di Marta Coppo, ispettrice Inps invisa a tutti per la sua serietà, e nonostante meriti e serietà trasferita in una sede secondaria a Fermo. Galati sa che la Colomba vuole ucciderlo, e che la cautela di evitare i funghi, specie sulla pizza, non è più sufficiente. Ma l’elemento più interessante, ove più liberamente si dispiegano la satira dissacrante, corrosiva, sbugiardante di Recami, e il suo gusto/capacità di giocare con l’entrelacement, è il reality che, da Treviso alle Marche ad Anagni, inchioda gli italiani davanti alla tv.
«Il gioco delle Moire» è un reality molto speciale: qui non si tratta di esibire capacità canore, mimiche, atletiche. Non è un talent quanto, in certo modo, il suo contrario. Si tratta di raccontare storie di sventura, dolore, perdita, disperazione (nei casi più fausti anche resurrezione), e più sono sventurate e dolenti meglio è. Anche perché meglio solleticano, nello spettatore, il gusto di trovare qualcuno più sfortunato di lui. Immancabile la giuria di «esperti», la cui prima funzione è quella di accapigliarsi in scena per dare più pepe alla trasmissione. Recami intreccia la crime story al programma tv, e sfrena la sua satira contro trash catodico, degrado culturale, demeritocrazia, eterne miserie umane, ricamando scherzosamente, dalla mitologia greca agli allievi di Jung ai filosofi «post-post-moderni», su tema e senso del destino.
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