Un percorso emotivo sulle orme di Jane Austen

L’ANNIVERSARIO. Perché Jane Austen, a 250 anni dalla nascita, continua a essere così amata, soprattutto dalle nuove generazioni?

Offre una possibile risposta Federica Brunini con «Effetto Jane Austen» (Feltrinelli), romanzo lieve e frizzante che segue la giornalista Amelia Maini Moss, inviata per realizzare un reportage nei luoghi simbolo delle opere dell’autrice inglese, da «Orgoglio e pregiudizio» a «Ragione e sentimento». Convinta che la Austen sia «anacronistica e sopravvalutata», Amelia finisce per cambiare sguardo grazie all’incontro con fan appassionati, che la spingono a una rilettura dei suoi testi, capace di metterla in discussione anche sul piano personale, oltre le differenze di tempi e sensibilità.

A metà tra saggio e biografia, invece, «Un anno con Jane Austen» (Neri Pozza) di Liliana Rampello, critica letteraria e curatrice dei due Meridiani Mondadori dedicati alla scrittrice: con leggerezza e ironia, l’autrice esplora trame, personaggi e ambientazioni, mostrando come l’universo austeniano resti vivo e attuale. Un’immersione nella «Austenland» in cui tutti i fan vorrebbero tornare. Completa il quadro «Un tè con Jane Austen» (Tea) di Catherine Bell, racconto delicato della giovinezza di Jane, tra legami familiari, delusioni d’amore e l’ostinata passione per la scrittura.

Tre libri diversi che, tra narrativa, saggio e biografia romanzata, testimoniano come la voce di Jane Austen continui a dialogare con il presente e a ispirare chi la legge, scandagliando le profondità delle emozioni, continuando a ribadire sempre che «non c’è incanto più grande della tenerezza del cuore». Forse il suo segreto è proprio questo: continuare a parlarci come se non fosse mai andata via.

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