A 3 anni rischia di soffocare per dei pezzetti di carota, l’intervento della Polizia locale: «Grazie, avete salvato mio figlio dalla morte»

IL LIETO FINE. Paura a Bottanuco per un bimbo di tre anni e mezzo: decisivo l’intervento di due agenti. Il padre: «Hanno salvato nostro figlio».

«Dovevamo ringraziare: hanno salvato nostro figlio». Dopo la paura per quel figlio che ha rischiato di morire soffocato dai pezzi di una carota, oggi Khalid Zolati, 45enne di Bottanuco, ha il cuore più leggero e ci tiene a esprimere tutta la sua gratitudine nei confronti dei due agenti di Polizia locale che, tre settimane fa come , hanno contribuito a tenerlo in vita in attesa dei soccorritori e poi del ricovero d’urgenza in ospedale. «Io ero al lavoro a Milano quando mia moglie, Dunia, mi ha chiamato disperata, dicendo che Walid stava morendo e che aveva perso i sensi», racconta.

«Io ero al lavoro a Milano quando mia moglie, Dunia, mi ha chiamato disperata, dicendo che Walid stava morendo e che aveva perso i sensi», racconta Khalid Zolati

La 38enne, il figlioletto di tre anni e mezzo in braccio, è uscita in strada per cercare aiuto: «Il figlio moribondo, lei che implorava aiuto, quando li abbiamo visti abbiamo subito inchiodato e siamo corsi da loro – ricorda come fosse ieri Giovanni Gambardella, che con il collega Roberto Rota Martir quel primo pomeriggio era di pattuglia in centro storico –. Prima gli abbiamo praticato il massaggio cardiaco, poi dalla madre abbiamo capito che poteva avere le vie respiratorie ostruite e gli ho praticato le manovre di disostruzione pediatrica, mentre il 118 mi guidava al telefono».

Un pezzetto di carota

A causa di alcuni pezzetti di carota, il bambino stava soffocando. «I soccorritori arrivati in ambulanza e con due auto mediche hanno dovuto utilizzare il defibrillatore – spiega ancora il padre –. Sara, l’altra mia figlia, è uscita da scuola e si è trovata davanti la scena. Anche per lei è stato drammatico». Poi la corsa al Papa Giovanni XXIII di Bergamo: «Noi facevamo da apripista a sirene spiegate, – prosegue Gambardella –, ricordo ancora che ci hanno chiesto di non mettere il piede sul freno, proprio perché non c’erano secondi da perdere. Il collega, che ha trent’anni di esperienza, si è messo alla guida e io al suo fianco».

Ricoverato in terapia intensiva, è rimasto in prognosi riservata per alcuni giorni. Poi il 5 marzo Walid è stato dimesso: «Dobbiamo fare ancora alcuni esami e accertamenti, ma mio figlio ora sta bene – conclude il padre –. Ora è qui che salta e gioca». Il sindaco Rossano Pirola, rimasto sempre in contatto con la famiglia, fin da subito ha espresso il suo plauso nei confronti dei due agenti di Polizia locale. «Penso che non ci sia soddisfazione più grande di aver salvato la vita a un bambino», conclude Gambardella.

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