Capriolo inseguito da un cane, ciclista muore: nessun fascicolo aperto

PONTIDA. Il proprietario del cane che inseguiva l’ungulato non è stato individuato. Ma rischia al massimo una multa.

La morte di Osvaldo Busca, il 64enne di Rivolta d’Adda investito da un capriolo domenica 1 marzo mentre percorreva in mountain bike il sentiero Papa Giovanni che scende dal Monte Canto al cimitero di Pontida, non avrà alcuno strascico giudiziario. Già nella giornata di domenica il pm Antonio Mele ha disposto il nulla osta alla sepoltura della salma, non intravedendo alcun rilievo penale nella vicenda. Dunque, nessun fascicolo è stato aperto.

Ungulato inseguito da un cane

L’ungulato era inseguito da un cane con collare di colore rosso, ha dichiarato il testimone. Il proprietario del cane non è però stato identificato e comunque rischierebbe una contravvenzione: nei boschi l’uso del guinzaglio per cani è raccomandato (soprattutto per non spaventare la fauna, come è accaduto domenica), ma non obbligatorio, a meno che non sia in vigore un regolamento o un’ordinanza dell’autorità locale, ma non è il caso di Pontida.

Il reato depenalizzato

Il possibile reato, omessa custodia e mal governo di animali, è da tempo depenalizzato in ammenda amministrativa. E il nesso di causalità tra il cane lasciato libero e la morte del ciclista in seguito allo scontro col capriolo è difficile da dimostrare. Inoltre, alla luce della riforma Cartabia, la Procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio solo sulla scorta di una prognosi che porti a pensare a una probabile condanna. Dunque, se anche il proprietario del cane venisse individuato, rischierebbe al massimo una multa.

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