Chef nel mondo, ora a Noto innamorata della moda

LA STORIA. Da Parigi e Tokyo, Monica Avinoni Locatelli si è dedicata al cibo. In Sicilia la ricerca del gusto è diventata passione per nuovi stili.

Girovaga, curiosa. Poco social ma molto socievole. Monica Avinoni Locatelli la si può raccontare così, esuberante nel suo modo affabile di spiegare la vita, estrosa nel suo stile di abbigliamento: colorato, intenso, ricco di dettagli.
Pensarla per anni dietro ai fornelli ha qualcosa di divertente. Sarà per il suo modo empatico di avvolgere chi entra nella sua piccola bottega sul viale principale di Noto, sarà il connubio di accessori che la circondano: pezzi d’arte, elementi di moda dai toni materici, abiti leggeri dai colori vivaci. Il concept si chiama A*mare Noto e la racconta con delicatezza, un pizzico esotico, una spruzzata di vintage e quel tocco da giramondo che percepisci subito, appena ei si mette a chiacchierare.

Il concept si chiama A*mare Noto e la racconta con delicatezza, un pizzico esotico, una spruzzata di vintage e quel tocco da giramondo che percepisci subito, appena ei si mette a chiacchierare.

«Mi hanno sempre chiamato la “cuocona”, amichevolmente. Per i miei modi affabili, per la mia verve. Anni in giro per cucine, la voglia di assaporare gusti sempre diversi» sorride.
Originaria di Ponte San Pietro, finisce la scuola Alberghiera di San Pellegrino e si infila nella cucina del «Ponte di Briolo»; poi cinque anni a Parigi come capopartita e chef di un ristorante italiano rinomato, «Bice». Sono gli anni Novanta e la vita va assaporata fino in fondo: chef pasticciera a Tokyo, a Marbella è in cucina in uno degli hotel più esclusivi («non ha prezzo osservare Sean Connery giocare a tennis nel capo dell’albergo»), poi l’esperienza come titolare di un locale a Castel Negrino insieme all’amica bergamasca Roberta Assolari, vive quattro intensi anni all’Osteria della Cuccagna a Terno d’Isola, una bellissima esperienza alla Marianna in Città Alta fino a provare l’ebbrezza della montagna, chef cinque anni all’Alpage di Cervinia.

«Mancava il mare italiano - sorride - ma ho provveduto poco dopo e sono approdata a Noto. Qui la comunità bergamasca è molto vivace e c’è anche una forte presenza di francesi che mi ha fatto tornare al grande amore per Parigi - racconta -. Devo ringraziare Roberta. Un giorno, era il 2016, mi ha chiamato e detto: “Dove sei cuoca?” Io ho fatto le valigie e l’ho raggiunta in Sicilia dove abbiamo lavorato nel ristorante “Manna”».

«Mi sono trovata a selezionare stoffe, a ripensare tessuti vintage, dando nova vita ad antichi kimoni, hanbok coreani - dice -. Qui c’è tanta Parigi, ma anche upcycling: con tovaglie e tende ricamate sono nati capi di abbigliamento, da sari vintage una linea di pigiami di seta. Ho selezionato brand sostenibili, un’artigiana siciliana realizza per me scialli e ho scovato anche un brand australiano che realizza cappelli in fibre naturali con SPF50»

Nuove avventure, di mezzo c’è il Covid e una ripartenza, il 1° giugno 2021, che ha il sapore di tutti i luoghi scoperti con la cucina, ma reinterpretati attraverso abiti, accessori moda, bijoux, pezzi di arredo. «Mi sono trovata a selezionare stoffe, a ripensare tessuti vintage, dando nova vita ad antichi kimoni, hanbok coreani - dice -. Qui c’è tanta Parigi, ma anche upcycling: con tovaglie e tende ricamate sono nati capi di abbigliamento, da sari vintage una linea di pigiami di seta. Ho selezionato brand sostenibili, un’artigiana siciliana realizza per me scialli e ho scovato anche un brand australiano che realizza cappelli in fibre naturali con SPF50».

Mancano tutte quelle giravolte per il mondo? «A 57 anni ho imparato a rallentare, assaporare bellezza, prendermi tempo per osservare la vita. Mi manca Bergamo? A tratti, ma un pezzo a me caro me lo sono portato qui. In bottega c’è solo un marchio orobico, quello del mio caro amico Mino Ronzoni, scomparso un anno fa. Sue le cinture, le borse, delle giacche e una linea di profumi che pochi sanno aveva creato con un laboratorio olfattivo di Marrakech: si chiama “Jack”. Le fragranze di incenso e fiori bianchi, ma anche di menta e lime, o le sue note speziate e di legno, mi ricordano la sua passione per i viaggi e la vita. Proprio come me».

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