Dolore a Filago per Gianluigi. I sindacati: situazione ormai intollerabile

Incidenti sul lavoro. In due giorni nella nostra provincia hanno perso la vita due giovani lavoratori: Omar Ait Yussef di 31 anni e Gianluigi Marchesi di 34 anni. Le dinamiche dei due gravi infortuni mortali lasciano tutto il mondo del lavoro bergamasco incredulo su quanto accaduto.

Stava lavorando a un impianto elettrico sotterraneo nel piazzale di un’azienda di trasporti di Filago, chinato con la testa e parte del busto in un tombino, quando è stato investito da un camion che stava effettuando una manovra. È morto così, a 34 anni, Gianluigi Marchesi, manutentore elettrico di Villa di Serio e papà di una bambina di un anno. Sono così due le vittime sul lavoro in Bergamasca in soli due giorni (l’altro è l’operaio morto ad Averara). I sindacati parlano di «situazione ormai intollerabile» e chiedono di pianificare «un grande investimento sulla formazione, introducendo la materia anche nei programmi scolastici».

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I membri delle segreterie di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo - Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Daniele D’Elia -, esprimono la propria vicinanza ai famigliari dei due giovani lavoratori deceduti: «Il momento che stiamo vivendo, visti anche gli importanti infortuni mortali accaduti in questi giorni in Italia, va affrontato con strumenti e azioni straordinarie per una situazione non più tollerabile, che lascia un Paese e una provincia sfregiati nei suoi valori più fondamentali. Governo, sindacato e imprese devono trovarsi dalla stessa parte per dar vita a una nuova strategia nazionale che punti con determinazione ai temi di salute e sicurezza».

Nella nota sindacale, si legge inoltre: «La vita e la salute delle persone vengono prima di tutto, sicuramente prima del profitto e dei tempi di produzione. Va pianificato un grande investimento sulla formazione, introducendo la materia anche nei programmi scolastici. È necessario rafforzare il numero di ispettori e medici del lavoro presenti nella nostra provincia adeguandolo alla realtà produttiva del territorio e bisogna puntare su un’innovazione tecnologica finalizzata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutto questo è possibile, utilizzando e reinvestendo le risorse che Inail a livello nazionale non utilizza annualmente: 1,5 miliardi all’anno».

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