«Due nuovi ponti sull’Adda. Chiederemo fondi a Roma»
VIABILITÀ . Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Terzi. E annuncia: «Il caso Brivio lo dimostra. Ma sono cifre troppo alte per noi».
«Il caso del ponte Brivio ci sta dicendo, a lettere cubitali, che abbiamo bisogno di mettere in programma la realizzazione di un nuovo attraversamento sull’Adda. Per questo motivo il nostro prossimo passo sarà quello di recarci dal ministero delle Infrastrutture per chiedere i fondi».
Le parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi dimostrano come i disagi per la chiusura del ponte Brivio abbiano evidenziato l’impellente necessità di un nuovo ponte sull’Adda in aggiunta a quello già previsto in sostituzione del San Michele fra Calusco e Paderno. Non che il tema non fosse già attenzionato da Palazzo Lombardia. La società regionale Cal (Concessioni autostradali lombarde) ha da un anno nel cassetto due ipotesi progettuali di nuovi ponti sull’Adda. «Ma gli ultimi avvenimenti legati al ponte di Brivio – spiega Terzi – hanno fatto emergere ancora di più i problemi dello stato di conservazione e dell’età dei nostri ponti sull’Adda».
Sulla 639 ancora disagi
E venerdì 8 aprile i disagi sul tratto di statale 639 che porta da Cisano al ponte «Cesare Cantù» di Calolziocorte, alternativa principale al ponte di Brivio, si sono ripetuti. Anche se ormai il traffico nella fascia mattutina di punta sembra essersi stabilizzato intorno ai 400 mezzi in più, da 3.400 a circa 3.800, rispetto alla scorsa settimana. Lo stesso si può dire per il San Michele, considerato una seconda alternativa: qui ci si è stabilizzati intorno ai settemila rispetto ai circa cinquemila della settimana scorsa.
Le ipotesi
Sono due le ipotesi di nuovi ponti che Cal ha elaborato: una prevede un viadotto tra San Gervasio, frazione di Capriate, e Cerro, frazione di Bottanuco: in questo caso il ponte andrebbe a piazzarsi nella stessa fascia territoriale dove era previsto il ponte della tratta D lunga dell’autostrada Pedemontana, che la Regione ha recentemente stralciato dal Ptr (Piano territoriale regionale) con i relativi vincoli. La seconda ipotesi progettuale, invece, consiste in un ponte sull’Adda fra Suisio e Medolago nella fascia territoriale compresa fra i due poli estrattivi del territorio, con due diverse viabilità di collegamento.
«Serve l’aiuto del ministero»
Già quantificati, inoltre, i costi che si aggirano fra i 220 e i 250milioni di euro (quantificati un anno fa, quindi inevitabilmente destinati a salire: «Il territorio attraversato dall’Adda ha caratteristiche morfologiche molto complesse – spiega l’assessore regionale –. Ecco perché ci troviamo di fronte a cifre così alte che noi non possiamo pesare di sostenere con le sole nostre forze. Per questo motivo abbiamo bisogno di un aiuto del ministero delle Infrastrutture per coprire, se non tutto, almeno una parte del costo dell’intervento». Nessuna illusione, però, che tutto avvenga in tempi brevi: «Per come siamo abituati – conclude Terzi – ci vorranno anni, ma almeno iniziamo a muoverci».
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