«Il tablet ha ridato vita a mio figlio, adesso sorride e non è più solo»

La Buona Domenica Il bambino di 7 anni, con autismo grave non riusciva a comunicare. Ha trovato una strada con le terapie e nuove tecnologie.

«Il tablet ha ridato vita a mio figlio, adesso sorride e non è più solo»
Grazie alle terapie e alle nuove tecnologie Ibrahim ora riesce a comunicare

«Ciao Ibrahim». La mamma sorride, ma lo sguardo del bambino è assente, rivolto altrove, su una zona indefinita della stanza. Chissà se sta osservando una farfalla, una coccinella, oppure un mondo per gli altri invisibile. Ha solo sette anni, e non usiamo il suo nome vero per evitargli un doppio pregiudizio: perché è autistico (con misura B1, quella destinata a persone con disabilità gravissima) e figlio di immigrati. La sua famiglia, infatti, viene dal Senegal, e si è stabilita a Bergamo nel 2010. Lui è nato qui. «Ho tre figli - racconta la madre, che chiameremo Jaineba -. La maggiore è una femmina di 16 anni, poi c’è un maschio di 12, Ibrahim è il più piccolo».

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