Tanta normalità e forza della famiglia, così la sindrome di Down diventa talento

La Buona Domenica Timothy Tripodi, da 20 anni operaio alla Cam. Il rapporto speciale con la sorella che ora è medico pediatra.

Tanta normalità e forza della famiglia, così la sindrome di Down diventa talento
Timothy Tripodi con la sua famiglia

In una celebre sequenza di «Tempi moderni» (film in bianco e nero del 1936) Charlie Chaplin, nei panni di un operaio al lavoro in una catena di montaggio, a forza di compiere gesti sempre uguali, si ritrova inghiottito dagli ingranaggi. Anche Timothy Tripodi dà l’impressione di essere tutt’uno con i macchinari che usa, tanto è serio e concentrato il suo sguardo mentre lavora. Classe 1983, di Telgate, con sindrome di Down, da vent’anni operaio alla Cam, dove si è conquistato la stima e l’affetto dei colleghi. Il lavoro per lui - come un po’ per tutti - non è un idillio: tanto che quando qualcuno gli chiede a bruciapelo se gli piace risponde di no. Indagando meglio, però, si scopre che conosce e segue con scrupolo tutte le fasi di produzione e negli anni, come rimarcano i suoi colleghi «ha sviluppato molte competenze». Lui stesso spiega volentieri nel dettaglio il funzionamento delle «sue» macchine.

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