Educazione affettiva, un percorso nei consultori

IL PROGETTO. Oggi i giovani crescono in ambienti virtuali: ecco perché l’incontro reale è educativo.

Adolescenti sempre più connessi ma spesso soli nel dare significato alle relazioni, alle emozioni e alla sessualità. In un contesto sociale attraversato da cambiamenti rapidi, dove modelli relazionali e informazioni circolano soprattutto attraverso il digitale, educare all’affettività e alla sessualità non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma offrire strumenti concreti per comprendere sé stessi e l’altro. È da questa esigenza che nasce il lavoro portato avanti dai Consultori Familiari della Asst Bergamo Est, impegnati nelle scuole del territorio con percorsi strutturati di educazione all’affettività e alla sessualità rivolti agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

Serve multidisciplinarità

Ogni anno i professionisti – psicologi, ostetriche e assistenti sociali – raggiungono numerose realtà scolastiche con modalità differenziate: interventi diretti in classe rivolti agli studenti e percorsi formativi dedicati ai docenti, secondo un modello integrato che favorisce la continuità educativa

Un impegno che unisce competenze sanitarie, educative e sociali e che vede coinvolte équipe multidisciplinari composte da psicologi, assistenti sociali, ostetriche e altri professionisti, con l’obiettivo di promuovere benessere, prevenzione e relazioni sane fin dall’adolescenza e ancor più dalla preadolescenza. Accanto all’approccio educativo e relazionale, il lavoro dei Consultori familiari si distingue anche per l’ampiezza e la continuità degli interventi sul territorio. Ogni anno i professionisti – psicologi, ostetriche e assistenti sociali – raggiungono numerose realtà scolastiche con modalità differenziate: interventi diretti in classe rivolti agli studenti e percorsi formativi dedicati ai docenti, secondo un modello integrato che favorisce la continuità educativa. Complessivamente vengono coinvolte stabilmente ogni anno oltre 30 classi tra scuola secondaria di primo e secondo grado, con una platea annuale che supera i 700 studenti e decine di insegnanti formati. Alcuni percorsi sono attivi da oltre dieci anni, mentre altri rappresentano nuove attivazioni che ampliano progressivamente la rete territoriale. Questa presenza costante nelle scuole consente di intercettare precocemente bisogni educativi ed emotivi, rafforzando il collegamento tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari e comunità locale e offrendo ai giovani punti di riferimento accessibili anche al di fuori del contesto scolastico, come lo «spazio giovani» dei consultori.

Il valore dell’incontro

Se i giovani di oggi crescono immersi in ambienti virtuali e comunicazioni rapide, la dimensione dell’incontro reale assume un valore educativo ancora più significativo. «Uno degli aspetti centrali del nostro lavoro è proprio la relazione diretta con i ragazzi», sottolinea lo psicologo Ennio Rocchi del Consultorio Familiare di Seriate. «Le interazioni digitali tendono a mantenere una distanza emotiva; l’incontro in presenza permette invece di cogliere l’altro nella sua interezza, con emozioni, fragilità e vissuti personali». È in questo spazio di relazione che nasce una comunicazione autentica, capace di stimolare riflessione e crescita. «Le relazioni affettive e sessuali — aggiunge Rocchi — si fondano sull’incontro con l’altro, con qualcuno diverso da sé. Per questo è fondamentale creare contesti in cui i ragazzi possano confrontarsi, ascoltare e rielaborare i propri punti di vista». Un’esperienza che, come racconta lo stesso psicologo, spesso lascia un segno duraturo: anni dopo, molti giovani ricordano ancora quei momenti di confronto come tappe importanti del proprio percorso di crescita.

Il tema dell’affettività

I percorsi promossi dalla Asst Bergamo Est si inseriscono anche nel progetto EduForIST e adottano il modello della Comprehensive Sexuality Education, riconosciuto a livello internazionale, che integra aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità, promuovendo salute e benessere complessivi. «Molti adolescenti pensano di sapere già tutto sulla sessualità, ma spesso si tratta di conoscenze frammentarie o influenzate da stereotipi», spiega Patrizia Barbagallo, assistente sociale del Consultorio Familiare di Alzano Lombardo. «Il mondo digitale, la musica e i cambiamenti culturali rapidi contribuiscono a costruire immagini e linguaggi che non sempre aiutano a comprendere davvero il significato delle relazioni affettive». Accanto alle sfide evolutive tipiche dell’età adolescenziale emergono nuove fragilità emotive, che rendono necessario un accompagnamento educativo competente. «Parlare di affettività e sessualità nelle scuole — prosegue Barbagallo — non è più una possibilità, ma una necessità. Offriamo strumenti per riconoscere emozioni, comprendere i propri limiti e sviluppare relazioni basate sul rispetto». Questo approccio favorisce continuità educativa e rafforza la rete tra scuola, sanità e territorio, creando un sistema di supporto integrato attorno agli adolescenti. Accanto alle informazioni scientifiche, i percorsi puntano allo sviluppo delle competenze relazionali attraverso metodologie esperienziali. «Utilizziamo simulazioni e role-play che permettono ai ragazzi di sperimentare concretamente situazioni relazionali e allenare life skills emotive e cognitive», spiega Martina Brunetti, ostetrica del Consultorio di Alzano Lombardo.

Quattro aree tematiche

Le attività affrontano quattro aree tematiche — riproduttiva, culturale, affettivo-relazionale e ludica — promuovendo una visione positiva e inclusiva della sessualità. «L’obiettivo — aggiunge Brunetti — è aiutare i giovani a sviluppare consapevolezza, rispetto reciproco e capacità di comunicazione». Al termine degli incontri in classe, gli studenti vengono invitati a conoscere i consultori familiari del territorio, per favorire l’accesso ai servizi e costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni sanitarie. Un passaggio fondamentale per avvicinare i giovani a luoghi di ascolto e supporto, riducendo barriere e pregiudizi. In un’epoca caratterizzata da cambiamenti veloci e nuove complessità relazionali, l’educazione affettiva e sessuale si conferma dunque uno strumento essenziale di promozione della salute e prevenzione. Non solo informazione, ma accompagnamento educativo che aiuta le nuove generazioni a costruire relazioni più consapevoli, rispettose e autentiche — dentro e fuori le aule scolastiche.

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