La salute / Bergamo Città
Venerdì 23 Gennaio 2026
Nuova strategia di cura per il tumore al seno: l’Airc sostiene la ricerca
LA CAMPAGNA. Il dottor Zambelli: lo studio sul sottotipo molecolare aggressivo «triplo negativo», che colpisce le più giovani.
Un modo ormai consolidato per sostenere la ricerca, attraverso le donazioni che fanno bene alla comunità scientifica e anche alla salute di chi dona. Sabato 24 gennaio torna l’iniziativa «Le arance della salute», l’appuntamento di Fondazione Airc che da anni è in prima linea per trasformare i progressi della ricerca sul cancro in benefici concreti per i pazienti.
Tra Bergamo e provincia saranno 45 i banchetti dove si potranno acquistare le arance rosse (donazione minima di 13 euro), vasetti di marmellata di arance rosse (donazione minima di 8 euro) e miele di fiori di arancio (donazione minima di 10 euro). Insieme ai prodotti sarà distribuito materiale con indicazioni utili per distinguere le informazioni false da quelle attendibili e fondate sulla scienza.
I progetti
La Fondazione Airc anche per il 2026 conferma il proprio ruolo di motore di ricerca oncologica in Italia con un investimento di oltre 142 milioni di euro, per il sostegno di 779 progetti e borse di studio. Per la sola Lombardia sono stati deliberati oltre 50 milioni di euro per il sostegno di 271 progetti di ricerca, 39 borse di studio e 29 milioni di euro per Ifom (Istituto Firc di Oncologia molecolare di Milano). Sono circa 239mila in Lombardia i donatori attivi di Fondazione Airc. La prevenzione e i progetti di ricerca sono fondamentali, alla luce anche dei numeri del cancro in Italia: nel 2025 sono stati diagnosticati 390.100 nuovi casi (mammella 13,8%, colon retto 12,5%, polmone 11,5%, prostata 10,3%, vescica 7,9%). Secondo le ultime stime, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tutti i tumori è del 65% nelle donne e nel 59,4% negli uomini.
«Il tema centrale della nostra ricerca sul tumore della mammella è quello sul sottotipo molecolare aggressivo “triplo negativo”, che colpisce le persone giovani»
Gli studi
«L’Airc negli anni è passata dal conoscere il cancro e supportare le ricerche di base di biologia e molecolari all’impegno nel trovare strategie di cura migliori»
Sul carcinoma mammario, ad esempio, si intensificano gli studi e i progetti di ricerca anche in chiave bergamasca, per dare concretezza alla ricerca finanziata. Alberto Zambelli, ricercatore Airc, direttore dell’Oncologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e professore associato di Oncologia all’Università di Milano Bicocca, sta sviluppando un progetto che prova a proporre nuove strategie di cura al carcinoma della mammella. «Il tema centrale della nostra ricerca sul tumore della mammella è quello sul sottotipo molecolare aggressivo “triplo negativo”, che colpisce le persone giovani, con andamento infausto se non intercettato per tempo e sottoposto alle migliori cure – sottolinea Zambelli –. Questo tumore costituisce circa il 10% di tutti i tumori della mammella e circa il 30% delle pazienti con questa diagnosi nei primi 5 anni ha rischio di recidive della malattia, che può diventare metastatica e non più guaribile. L’obiettivo dello studio è approcciare questa malattia con una strategia nuova, basata sul fatto che il tumore cresce anche guidato da meccanismi di meccano-biologia, cioè legati alla organizzazione meccanica di come le cellule si strutturano per rendere il tumore particolarmente resistente ai trattamenti». «Pertanto – prosegue – l’obiettivo è identificare potenziali farmaci che rendano il tumore meno aggressivo. La Fondazione sostiene la ricerca e uno degli ambiti di ricerca è proprio la meccano-biologia. L’Airc negli anni è passata dal conoscere il cancro e supportare le ricerche di base di biologia e molecolari all’impegno nel trovare strategie di cura migliori. L’oncologia sta avendo sviluppi importanti, dalla valutazione del microambiente del cancro all’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale».
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