Sovrappeso, tosse persistente, lavori pesanti: attenti all’ernia
LA CHIRURGIA. L’ernia inguinale è una delle patologie più diffuse, soprattutto tra gli uomini adulti, ma spesso viene sottovalutata finché il dolore non diventa persistente.
Si manifesta quando una porzione di intestino o di tessuto addominale fuoriesce attraverso un punto di debolezza della parete muscolare, solitamente all’inguine, creando una tumefazione visibile o palpabile. Non si tratta solo di un fastidio estetico: senza un trattamento adeguato può evolvere in complicanze anche serie. Conoscere cause, segnali e soluzioni chirurgiche è il primo passo per affrontarla in modo consapevole.
«L’ernia nasce quando si rompe l’equilibrio tra la pressione interna dell’addome e la capacità dei tessuti di contenerla»
Alla base della patologia c’è una fragilità della parete addominale, che può essere congenita oppure svilupparsi nel tempo. Tra i fattori che favoriscono la comparsa dell’ernia rientrano
sforzi fisici intensi, sovrappeso, stitichezza cronica, tosse persistente e lavori che comportano il sollevamento di carichi pesanti. Anche l’invecchiamento dei tessuti gioca un ruolo chiave: con il passare degli anni la muscolatura perde tonicità e resistenza. Secondo il professor Giovanni Dapri, direttore dell’Unità di Chirurgia Mini-invasiva Generale e Oncologica di Humanitas Gavazzeni e Castelli, «l’ernia nasce quando si rompe l’equilibrio tra la pressione interna dell’addome e la capacità dei tessuti di contenerla. È un meccanismo progressivo che non va ignorato».
Il segnale fisico più evidente è la comparsa di un rigonfiamento all’inguine, che tende ad accentuarsi con la tosse o durante gli sforzi e può ridursi in posizione sdraiata. Molti pazienti riferiscono dolore, bruciore o senso di peso, soprattutto a fine giornata. Nei casi più gravi l’ernia può strozzarsi, cioè rimanere intrappolata, provocando dolore acuto e richiedendo un intervento urgente. «Il dolore non è sempre proporzionale alla gravità», osserva Dapri. «Proprio per questo è fondamentale non rimandare la visita chirurgica: una diagnosi precoce consente di pianificare l’intervento in sicurezza e senza fretta, prevenendo l’intervento in urgenza».
L’intervento con la micro-camera
Purtroppo non ci sono farmaci per migliorare l’ernia e l’unica terapia risolutiva rimane l’intervento chirurgico, di solito eseguito con un taglio di circa 10 cm in sede inguinale. «Oggi però la tecnica laparoscopica - continua il professore - permette di risolvere la patologia con tre millimetriche incisioni, offrendo più di un vantaggio al paziente, tra cui minore gonfiore, riduzione del dolore post-operatorio e migliore risultato estetico». Grazie ad una microcamera, inoltre, il chirurgo che opera in laparoscopia dispone di uno spazio di visione dell’intervento più ampio, che migliora la visione e la precisione del chirurgo. Generalmente l’operazione ha una durata totale di trenta minuti. «Affidarsi a centri specializzati - conclude Dapri - significa beneficiare di esperienza, tecnologia innovativa e percorsi di cura personalizzati. L’ernia si può risolvere definitivamente, ma va affrontata senza esitazioni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA