Borse antidoto allo stress, Emma crea «Ansianotansia»

LA STORIA. «Ansianotansia» è un brand di borse ideato da Emma Reina, realizzato come terapia contro alcuni problemi di ansia.

Bergamo

La creatività, una cura per l’anima di Emma Reina. Classe 2000, nata a Milano ma cresciuta a Bergamo dove si è trasferita con la famiglia all’età di cinque anni, ha ideato «Ansianotansia», brand di borse, interamente realizzate da lei, come terapia contro alcuni problemi di ansia sorti attorno all’età di 24 anni.

Ora il suo sogno è di farne la sua professione. «Sto terminando gli studi universitari – racconta -, sono all’ultimo anno della Magistrale in Architettura, a Milano, ma questo progetto delle borse, nato un po’ per caso, mi piacerebbe che si concretizzasse ancor di più. La creatività è sempre stata nelle mie corde e si è dimostrata un’ancora al quale aggrapparmi e che mi ha salvata in un momento particolare e difficile della mia vita».

«Vorrei proporre dei laboratori e workshop per creare una rete con questa mia “terapia”, con l’auspicio che la creatività possa essere per tanti un alleato ed un’arma contro il disagio»

E racconta: «Ho iniziato a vivere una situazione di malessere e, oltre all’aiuto di professionisti, ho trovato giovamento progettando le mie borse».
Prima i bozzetti disegnati tra le pagine di un taccuino, poi la realizzazione con diversi materiali: cotone, raso, stoffe varie, e corde intrecciate con la tecnica del macramè. Ogni creazione è unica e studiata ad hoc: non esistono standard o linee da seguire, ma pezzi unici dando ampio spazio allo stimolo del momento. «Un accessorio che non punta solo alla bellezza ed all’estetica, ma vuole raccontare qualcosa ed essere portatore di valori e storie».

«Ho sempre adorato le borse – confessa -. Inizialmente non avevo pensato di “condividerle”, ma poi sono arrivate le prime richieste anche da alcuni pop-up di Milano».
Borse che possono fare tendenza ma con una finalità più alta: «Condividere la mia esperienza, perché possa essere d’aiuto a coetanei e persone che stanno vivendo le mie stesse difficoltà. Vorrei proporre dei laboratori e workshop per creare una rete con questa mia “terapia”, con l’auspicio che la creatività possa essere per tanti un alleato ed un’arma contro il disagio. “Ansiaisnotansia” vorrei che fosse una comunità che abbraccia l’imperfezione, celebra la resilienza ed invita a trasformare le sfide in opportunità per crescere e connettersi».

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