Si ferma per dare aiuto a un cane, biologa di Treviglio accoltellata nel Lodigiano: è caccia all’uomo
L’AGGRESSIONE. La donna, di Treviglio, ha subito l’aggressione dopo che si era fermata a soccorrere un cane.
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È in corso una caccia all’uomo che nella serata di martedì 19 maggio, a Castelgerundo in provincia di Lodi, ha inferto tre coltellate a una 54enne, Maria Oggionni, biologa di Treviglio, di passaggio lungo la provinciale 27 per poi darsi alla fuga tra i campi. Gli inquirenti sono riusciti a parlare con la donna, biologa dell’Asst di Lodi, e a farsi confermare che l’aggressione sarebbe avvenuta dopo che la vittima si era fermata per soccorrere un cane in difficoltà. In quel momento l’uomo l’ha colpita. A ora non risulta ci siano testimoni che hanno assistito alla scena.
La donna - stando alle notizie diffuse mercoledì 20 maggio - non è più in pericolo di vita ed è in fase di trasferimento dalla Terapia intensiva degli Spedali civili di Brescia a un reparto di degenza. L’assessore al Welfare della Sanità, Guido Bertolaso, lo ha spiegato, aggiungendo che le notizie sulla salute della donna, dipendente della Asst Lodi, «rappresentano un sollievo importante e una speranza per tutti noi». Biologa genetista, Maria Oggionni, ha lavorato per molti anni per il Laboratorio analisi del Centro trasfusionale dell’Asst Bergamo Ovest, e da alcuni mesi si è trasferita all’Asst di Lodi.
«Si è fermata per aiutare qualcuno che riteneva in pericolo - ha proseguito Bertolaso -, incarnando i valori più autentici della solidarietà e dell’attenzione verso il prossimo che ogni giorno animano il personale sanitario lombardo» ha aggiunto l’assessore ringraziando i sanitari intervenuti per salvarla e esprimendo vicinanza a colleghi e familiari.
È stato un «atto di violenza inqualificabile e brutale» anche secondo il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. «Non ci può essere spazio per la violenza nella nostra società, ancor più quando si accanisce contro chi spende la propria vita e le proprie competenze per il bene degli altri. Siamo e saremo sempre - ha assicurato il governatore - fermamente al fianco dei nostri operatori sanitari, garantendo loro tutto il supporto necessario. Alla dottoressa e alla sua famiglia va l’abbraccio di Regione Lombardia e dei nostri cittadini».
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