Osio Sopra, scoperta officina abusiva e discarica di rifiuti pericolosi - Foto
IL BLITZ. Un’attività completamente illegale è stata scoperta nel pomeriggio di venerdì 2 aprile a Osio Sopra.
Redazione Web
Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato allo smantellamento di un’officina meccanica abusiva, trasformata di fatto in un deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi.
L’intervento ha visto impegnati i carabinieri della Stazione di Osio Sotto, il Nucleo Forestale di Curno e la polizia locale Intercomunale di Osio Sotto, Osio Sopra e Levate, a conferma di una collaborazione sempre più stretta nel contrasto alle attività illegali sul territorio.
Presenti rifiuti pericolosi
Il deposito non era autorizzato, all’interno fusti contenenti olio esausto, batterie, pneumatici usati e componenti di motore non bonificati
Nel corso dell’ispezione è emerso come l’officina operasse in totale assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. All’interno del capannone i militari hanno rinvenuto una grande quantità di materiali e attrezzature: tre autovetture, strumenti meccanici vari, due carroponti e una cisterna. Particolarmente grave la presenza di rifiuti pericolosi, tra cui fusti contenenti olio esausto, batterie, pneumatici usati e componenti di motore non bonificati.
Il quadro complessivo ha portato al sequestro penale dell’intera struttura e dei beni presenti, configurando un vero e proprio deposito incontrollato di rifiuti speciali.
Quattro persone denunciate
Quattro le persone denunciate per il reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi. Si tratta di tre uomini – due cittadini marocchini e un libanese, di età compresa tra i 22 e i 41 anni, residenti tra Dalmine, Scanzorosciate e Levate – tutti con precedenti di polizia e sorpresi all’interno del capannone durante il blitz. Denunciata anche una donna di 39 anni, residente ad Albino e legale rappresentante della società affittuaria dell’immobile, risultata incensurata.
Le autorità giudiziarie e amministrative sono state immediatamente informate. Sono ora in corso ulteriori accertamenti per quantificare l’entità dell’eventuale danno ambientale e verificare possibili ulteriori responsabilità.
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