«Papà morto per l’amianto: ora è stata fatta giustizia»

Ciserano. Il genitore defunto nel 2017 tra il 1968 e il 1970 fece la leva come motorista nella Marina militare e fu esposto all’asbesto.

«Papà morto per l’amianto: ora è stata fatta giustizia»
Da sinistra: Cira, Erminia, Francesco, il defunto Mario, Raimondo Del Greco

L’amianto nel 2017 gli ha ucciso il padre poiché nei due anni passati in servizio nella Marina Militare si era esposto alle fibre del pericoloso materiale, ammalandosi poi di mesotelioma. Ora il figlio Francesco La Rocca, di Torre del Greco (Napoli) ex agente di polizia locale di Boltiere, per anni residente a Ciserano, si è visto assegnare dal Tribunale di Bergamo un indennizzo di 120mila euro e un vitalizio mensile di 1.900 euro: il motivo è che il suo genitore, Mario La Rocca, è stato riconosciuto una vittima del dovere . A pagare dovranno essere il ministero della Difesa e quello degli Interni. Secondo la ricostruzione effettuata dall’Osservatorio nazionale amianto presieduto dall’avvocato di Roma Enzo Bonanni, che ha seguito l’agente nel procedimento giudiziario, Mario, poco più che maggiorenne, durante il servizio di leva aveva lavorato, tra il 1968 e il 1970, come motorista nella Marina Militare. «In Marina prestando servizio ai Centri di Taranto, Augusta e Ancona, era stato esposto all’asbesto quotidianamente, in particolare a bordo nave. Contenevano amianto non solo i motori, ma anche i rivestimenti delle tubature che portavano i fluidi, che raggiungono temperature elevatissime e che si degradano velocemente. Lo stesso avveniva a terra. Tutto ciò senza alcuna attività informativa sui pericoli dell’esposizione e senza strumenti di protezione individuale».

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