Ustionati all’asilo di Osio Sopra, condanna in primo grado per insegnante e coordinatrice

IL PROCESSO. Il giudice Laura Garufi ha ritenuto le due imputate responsabili di omessa vigilanza sui loro alunni.

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Osio Sopra

Due anni a Monica Valsecchi, un anno e 10 mesi a Simonetta Nava (per entrambe pena sospesa), rispettivamente insegnante e coordinatrice della scuola d’infanzia San Zeno di Osio Sopra dove il 30 maggio 2022 rimasero ustionati 5 bimbi e tre genitori.

È la sentenza di primo grado emessa venerdì 5 giugno con la quale il giudice Laura Garufi ha ritenuto le due imputate responsabili di omessa vigilanza sui loro alunni, che - codice penale alla mano - significa colpevoli del reato di lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme in tema di sicurezza sul lavoro. Per loro il pm Silvia Marchina aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo, mentre i difensori Valentina Gritti (Valsecchi) ed Emilio Gueli (Nava) avevano invocato l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Il papà-volontario

Per questa tragica vicenda – un bambino e una bambina all’epoca di 4 anni, sono tuttora alle prese con le conseguenze delle gravi ferite riportate – era già stato condannato in abbreviato il principale imputato, Roberto Tornicelli, il papà-volontario che nel giardino della scuola, durante l’attività di orienteering, aveva acceso il braciere da cui era scaturita la fiammata che aveva investito lui, i 5 piccoli e altri due padri: due anni, 9 mesi e 20 giorni è la pena diventata definitiva nei suoi confronti.

Fu lui a ideare il focolare su cui avrebbe dovuto abbrustolire i marshmallow (caramelle gommose) da donare poi agli alunni e ad alimentare il fuoco con del bioetanolo, combustibile che in una scuola materna non sarebbe mai dovuto entrare per questioni di sicurezza. L’uomo agì di concerto con l’asilo, secondo l’accusa; all’insaputa del personale, secondo le difese.

«Operazioni per più minuti»

«Valsecchi poteva e doveva avvedersi della situazione di pericolo quantomeno nella fase finale, perché le operazioni si sono protratte per minuti, non per secondi», ha sostenuto Marchina. Che ha ritenuto le due imputate non meritevoli delle attenuanti generiche: «Non hanno mostrato resipiscenza e ho sempre avuto l’impressione che volessero scaricare le responsabilità su Tornicelli».

È stato un evento imprevedibile, hanno argomentatole difese. L’avvocato Gueli ha paragonato la posizione della sua assistita a quella del preside di una scuola dove un alunno entra armato e accoltella compagni e professori. «A me non risulta che dirigenti scolastici di istituti dove sono accaduti questi fatti siano stati indagati», ha sottolineato il legale.

L’avvocato Gritti ha offerto un’introspezione psicologica di Tornicelli, portato in palmo di mano dall’accusa perché si è sempre assunto le proprie responsabilità, chiamando in causa la scuola. «È logico che la frammentazione delle responsabilità su più soggetti avrebbe alleggerito anche dal punto di vista morale la sua posizione. Oltre al fatto che da subito si sono prospettati danni rilevanti (l’assicurazione della scuola ha risarcito gran parte delle parti offese, tanto che 4 famiglie hanno ritirato le querele e tutte la costituzione di parte civile, ndr)».

Soddisfatti della sentenza i genitori dei due bimbi più gravi, che hanno sempre seguito le udienze da parti offese, insieme alla mamma di un’altra alunna. «I nostri figli non torneranno come prima, avranno molte difficoltà, ma almeno giustizia è stata fatta, perché i nostri bimbi quel mattino li avevamo portati a scuola, non a casa di Roberto Tornicelli».

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