Verdellino, aggressione con mazze e martelli: quattro arresti
IL CASO. In carcere quattro uomini indagati per il violento scontro dell’11 agosto in via Santuario dell’Olmo. Ferito gravemente anche un ragazzo di 16 anni. Due persone sono ancora ricercate.
Lettura 1 min.Verdellino
Quattro persone sono state arrestate per la violenta aggressione avvenuta la sera dell’11 agosto in via Santuario dell’Olmo, a Verdellino. I carabinieri della Tenenza di Zingonia, con il supporto della Sezione operativa della Compagnia di Treviglio, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Bergamo. Gli indagati devono rispondere, in concorso tra loro e con altre due persone, di lesioni personali aggravate, minaccia aggravata e porto in luogo pubblico di oggetti atti a offendere.
Ferito un ragazzo di 16 anni, colpito alla testa e ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Bergamo. Anche uno dei presunti aggressori è rimasto ferito ed è stato denunciato a piede libero
La lite per il conferimento dei rifiuti
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’aggressione sarebbe stata compiuta con mazze da cricket, bastoni di legno, bottiglie di vetro e martelli. All’origine dello scontro ci sarebbe stato un diverbio avvenuto il giorno precedente per futili motivi legati al conferimento dei rifiuti domestici.
Diverse persone sono rimaste ferite. Tra loro un ragazzo di 16 anni, colpito alla testa e ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Bergamo. Anche uno dei presunti aggressori è rimasto ferito ed è stato denunciato a piede libero.
Video e testimonianze nelle indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura di Bergamo, si sono basate sui filmati realizzati dai presenti, sulle testimonianze raccolte e sulle individuazioni fotografiche. Il giudice ha riconosciuto anche il pericolo di fuga.
Tre indagati, di 23, 27 e 28 anni, sono stati arrestati il 23 agosto; il quarto, un autotrasportatore di 31 anni, è stato rintracciato il 31 agosto. I provvedimenti sono stati eseguiti a Verdellino e Romano di Lombardia. Tutti sono stati trasferiti nel carcere di Bergamo. Altri due indagati risultano irreperibili e sono ancora ricercati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA