Crisi a Sarnico, lascia il sindaco Arcangeli. I quattro «dissidenti» protoccolano le dimissioni
CRISI AMMINISTRATIVA. Il sindaco con un video ha annunciato le dimissioni nella serata di domenica 8 marzo: «Atto di grave slealtà politica». E ha accusato quattro dei suoi che nella mattinata di lunedì hanno formalizzato le dimissioni all’Ufficio Protocollo del Comune insieme a tre consiglieri di minoranza della lista «Centrodestra Unito». Così decade il consiglio comunale.
Sarnico
«Con profonda sofferenza ma con la testa alta annuncio le mie dimissioni». Sono un fulmine nel cielo sereno di una tiepida domenica sera di marzo le parole di Vigilio (detto Ghigo) Arcangeli, sindaco di Sarnico. Poco prima delle 19 il primo cittadino ha diffuso un video messaggio in cui, non certo a cuor leggero, comunica la sua decisione alla cittadinanza. Una decisione che, come il tuono che segue il fulmine, risuona per le vie di Sarnico (e del web) in tutto il suo fragoroso boato.
Ma come si è arrivati, quasi dall’oggi al domani e dopo poco meno di due anni di amministrazione, a una tale risoluzione? Rispetto a Montello – per citare l’ultimo in ordine di tempo, dopo Valbondione e Solto Collina –, dove Elvira Borali venerdì ha rassegnato le sue dimissioni dopo settimane di confronti e discussioni legati al tema dell’ambiente e del termovalorizzatore, e tentativi di ritrovare i numeri per poter proseguire con il mandato amministrativo, a Sarnico non c’erano presagi di un possibile commissariamento.
Su questioni che, dalla primavera 2024, quando la lista «Sarnico x Sarnico» ha vinto le elezioni, hanno generato polemiche e discussioni, come la realizzazione del nuovo centro di raccolta rifiuti o la riorganizzazione dei parcheggi e dei parcometri, per dirne un paio, la maggioranza è sempre sembrata compatta. Non ci sarebbero quindi dissidi legati a opere, iniziative o altre decisioni di questo tipo, alla base delle dimissioni rassegnate dal sindaco: «La mia decisione non è determinata dalla stanchezza nè da una mia mancanza di amore per il nostro paese – ha detto –. Nasce da un atto di grave slealtà politica». E poi Arcangeli fa i nomi e i cognomi: «Mauro Cadei, Luca Fusini, Elisa Gualini e Lorenzo Bellini, persone a cui avevo affidato deleghe importanti, hanno deciso di voltare le spalle al mio progetto, hanno deciso insieme alla minoranza di far decadere il Consiglio comunale decretando l’arrivo di un commissario prefettizio. E ciò per puri calcoli personali».
Arcangeli, insomma, domenica sera ha voluto anticipare il gesto che l’assessore e i tre consiglieri avevano deciso di compiere con il supporto dei tre consiglieri di minoranza del «Centrodestra unito». In sette, infatti, avevano deciso di raccogliere le firme e presentarsi lunedì in Comune per rassegnare le proprie dimissioni in blocco. E in questo modo far decadere il Consiglio comunale.
Le dimissioni in blocco dei consiglieri lunedì mattina
Come annunciato, nella mattinata di lunedì 9 gennaio l’assessore Mauro Cadei e i tre consiglieri di maggioranza Luca Fusini, Lorenzo Bellini e Elisa Gualini si sono presentati all’Ufficio Protocollo del Comune di Sarnico per rassegnare le dimissioni. Con loro anche quelle dei tre consiglieri della minoranza del «Centrodestra Unito» (Domenico Nucera, Renato Santin e Dario Mazza) che per ora sceglie di non entrare nel dettaglio della questione: «Lasceremo che siano prima i consiglieri di maggioranza a spiegare cosa ha portato a questo punto», ha detto Domenico Nucera, il capogruppo, sottolineando solo che «questo atto era nostro dovere in quanto minoranza».
Nel momento in cui hanno depositato al Protocollo le firme, non sono mancate le lacrime sui volti dei consiglieri di maggioranza. L’emozione, in particolare, ha segnato l’assessore Cadei.
Che cosa succede ora?
Se le dimissioni di un sindaco, infatti, prevedono per legge un periodo di eventuale ripensamento di venti giorni, quelle presentate dalla metà più uno (in questo caso sette) dei consiglieri eletti sono irrevocabili e hanno effetti immediati, anticipando quindi anche l’arrivo del commissario prefettizio. «Il Consiglio comunale e il sindaco cadranno immediatamente – sottolinea Cadei –. Le sue dimissioni non cambiano assolutamente nulla. Dire che le ha date per evitare loschi giochi di potere è una bugia nei confronti dei cittadini. Sta di fatto che non è stata una decisione semplice o presa a cuor leggero, anzi. Ma non c’erano più le condizioni per andare avanti per altri tre anni e mezzo». Sembra che alla base di tutto ci siano screzi e disaccordi sull’organizzazione degli uffici, dei ruoli di responsabilità in municipio e tra i dipendenti comunali. «Una situazione che aveva destabilizzato anche i dipendenti stessi», conclude Cadei.
Il discorso del sindaco Arcangeli
Da parte sua Arcangeli, nel messaggio ai sarnicesi che, anche nelle piazze social, sono rimasti non poco spiazzati, ha voluto ricordare come non abbiano «votato per un’accozzaglia di poltrone», per poi rivolgersi direttamente ai cittadini: «Avete votato per un programma chiaro e io non posso e non voglio governare con chi ora trama nell’ombra. Le mie dimissioni sono un atto di tutela verso d voi. Restituisco a voi la parola perché voi siete gli unici titolari della sovranità. È gusto che siano i cittadini a decidere il futuro senza inganni». E, prima di concludere annunciando che «in un incontro pubblico illustrerò le ragioni della mia scelta, in contraddittorio con chi mi ha sfiduciato», ha ringraziato chi lo ha sostenuto e chi ha lavorato al suo fianco «fedelmente», anche in questo caso con nomi e cognomi: Nicola Danesi, Giorgia Tengattini, Luisa Savoldi, Mauro De Marchi. «Me ne vado con la coscienza pulita di chi ha agito solo per il bene comune e mai per interesse privato – si è congedato –. Io credo ancora che la politica sia servizio».
Il vicesindaco Danesi, interpellato domenica, non ha negato discussioni e scontri durante le riunioni di Giunta e di maggioranza, «ma mi aspettavo di sederci ancora al tavolo per cercare una quadra», evidenzia non senza dispiacere, per poi ringraziare il sindaco: «Nonostante le avversità, la nostra idea era di portare a termine il mandato. Chi si mette a disposizione del paese è consapevole delle difficoltà e, se si vuole andare avanti, bisogna affrontarle. E alla base deve esserci sempre il bene di Sarnico».
Indipendentemente dai tempi (pochi o una ventina di giorni) per l’arrivo del commissario, la «caduta» della Giunta di Sarnico lascia in sospeso diverse questioni rilevanti per il territorio, come la «partita» per la variante del Basso lago, o quella per cercare di rientrare tra i Comuni montani.
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