«Senza ascensore sono reclusa in casa da oltre un anno»

Costa Volpino. Tina Romele, 67 anni, non può uscire dal suo appartamento dal 1° giugno del 2021 in seguito a un’operazione. Aler: lavori previsti ma bando nel 2023.

L’ultima volta che è uscita di casa è stato il 1° giugno dell’anno scorso: Tina Romele, 67 anni di Costa Volpino era stata ricoverata quel giorno all’ospedale di Padova per un intervento chirurgico al piede. «Sono rientrata quattro giorni dopo e da allora non sono più uscita». Totale: 440 giorni e passa. Motivo: nella palazzina Aler affacciata sulla piazza del mercato manca l’ascensore e per lei, invalida al 100% che dal 2013 per vivere deve stare attaccata alla bombola dell’ossigeno 24 ore su 24, scendere e salire le scale rischia di rivelarsi una fatica fatale.

«Non posso cucinare, perché avvicinandomi alla fiamma della cucina potrebbe esplodere la bombola dell’ossigeno, ma anche spolverare, o solo parlare con qualcuno, mi affatica»

«Non posso cucinare, perché avvicinandomi alla fiamma della cucina potrebbe esplodere la bombola dell’ossigeno, ma anche spolverare, o solo parlare con qualcuno, mi affatica». Mentre parla, il saturimetro che indica la percentuale di ossigeno nel sangue scende fino a 77: «Figurarsi se dovessi fare le scale, rischierei di restare senza fiato e per riprendermi, se anche ci riuscissi, mi ci vorrebbe una settimana».

Negli ultimi nove anni le poche uscite per le visite in ospedale hanno richiesto il supporto di alcune associazioni di pronto intervento sanitario: i volontari, con l’uso di una portantina, l’hanno portata all’ingresso di casa e hanno organizzato il ritorno al secondo piano. «Mio figlio Michele mi ha comprato una sedia a rotelle, con quella potrei andare in giro, ma non posso usarla perché il mio problema sono le scale». A preparare da mangiare e a sbrigare le faccende di casa ci pensa il marito Benvenuto Macario, ma per parlare con qualche conoscente deve aspettare che qualcuno passi a trovarla o le telefoni.

«Per noi il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche – spiega lo stesso Danesi – è prioritario. Il problema sollevato dalla signora Romele è sentito da altri condomini, sono però contento che l’Aler abbia saputo rispondere alle sue problematiche».

Il montascale che le ha fornito l’Ats di Bergamo non andava bene per le scale di casa sua, perché era troppo grande e non riusciva a girare sul pianerottolo; l’unica soluzione sarebbe quindi un ascensore o un montacarichi. La palazzina Aler che ospita il suo appartamento è oggetto di un progetto di riqualificazione da due milioni e mezzo di euro che non prevedeva però l’abbattimento delle barriere architettoniche; l’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale della provincia di Bergamo guidata da Fabio Danesi ha trovato risorse economiche aggiuntive per installare sei ascensori; l’appalto per la loro posa sarà pubblicato nel 2023. «Per noi il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche – spiega lo stesso Danesi – è prioritario. Il problema sollevato dalla signora Romele è sentito da altri condomini, sono però contento che l’Aler abbia saputo rispondere alle sue problematiche».

A Tina Romele infatti l’Aler aveva offerto un’alternativa: «Mi hanno proposto – conferma la 67enne di Costa Volpino – di scendere al piano terra, dove però gli appartamenti dispongono di una camera sola: non me la sono sentita di accettare, perché se un giorno dovessi avere bisogno di assistenza continua avrò bisogno di una seconda camera». A lei e a quanti faticano a scendere le scale di Costa Volpino l’Aler chiede ancora qualche mese di pazienza: «Non voglio certo andare a ballare, ma mangiare un gelato in compagnia, scambiare qualche parola per strada, festeggiare con una pizza il compleanno dei miei familiari… In nove anni mi è mancato tutto questo, mentre non mi è mancato per niente poter andare a votare. Non lo farò neanche il prossimo 25. Resto qui, aspetto l’ascensore…».

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