Sopralluogo a San Pellegrino: lavori costosi, tempi lunghi per la sistemazione

I tecnici del Comune hanno valutato la situazione e i possibili interventi. Nel frattempo non si passa nel tratto compreso tra il ponte che porta alla variante in galleria e l’ex Pracastello, in via Bernardo Tasso.

San Pellegrino

Sopralluogo del Comune di San Pellegrino con i tecnici specializzati dopo la caduta di alcuni massi, uno di grosse dimensioni, nel tratto di strada compreso tra il ponte che porta alla variante in galleria e l’ex Pracastello, in via Bernardo Tasso.

Il macigno più grosso si è staccato dalla roccia con un salto di circa 50 metri e ora si prevede un intervento di disgaccio con la realizzazione di un vallo per un primo interventi tampone. Con la Regione nei prossimi giorni sono previsti nuovi sopralluoghi e la valutazione dei costi, che si ipotizzano ingenti.

Inevitabile il totale stop ai veicoli ma anche a pedoni e ciclisti. Di fatto, da lunedì 16 marzo quando si è verificato lo smottamento, l’accesso alla cittadina termale può avvenire solo da sud, tramite la rotatoria (o lo svincolo)  nei pressi della Sanpellegrino, in località Pregalleno-Ruspino. per i ciclisti neppure da quel lato data la frana che nei mesi scorsi ha chiuso la ciclabile.

«Già in passato qui, era il 1963 - spiega il vicesindaco Vittorio Milesi - una persona venne uccisa perché travolta da un masso che era caduto dal versante. La pericolosità di quel tratto è conosciuta da tempo. Dall’agosto 2022 è pronto un progetto esecutivo per 1,8 milioni di euro per la messa in sicurezza. Intervento che, però, purtroppo non è stato ancora finanziato». Prevede la bonifica del versante e la posa di reti paramassi a difesa del tratto di strada fino alla Smi.

La zona a rischio

Tutto il versante della località San Rocco (dal confine con San Giovanni Bianco fino alla Smi) è peraltro conosciuto proprio per la sua fragilità geologica.
Nel 2017 qui vennero realizzati un vallo e una muraglia a difesa di case e aziende, proprio per la continua caduta di massi. Nel 2011 alcune abitazioni, causa la segnalazione di macigni pericolanti, vennero evacuate e il tratto di provinciale che porta a San Giovanni Bianco (dal ponte di Dossena verso nord), chiuso al transito.

I disagi alla viabilità

Forti i disagi che la chiusura dell’accesso nord al paese comporterà al trasporto pubblico. I bus dovranno necessariamente passare da Pregalleno-Ruspino, raggiungere il centro e quindi tornare ancora a sud.

Enorme il danno - se la chiusura della strada dovesse prolungarsi per mesi - alla pista ciclabile della Valle Brembana: la strada comunale di via Tasso dal ponte Cavour fino al ponte per Dossena rappresentava, seppure con tutti i rischi del caso, l’unica alternativa finora usata al tracciato ciclabile chiuso da più di anno sull’altro versante del Brembo. Chiusura, anche qui, dovuta alla caduta di massi e alla necessità di una messa in sicurezza che per ora non è finanziata. Impensabile che i ciclisti possano transitare nelle gallerie della variante. Unica alternativa, peraltro molto lunga, la strada comunale che raggiunge in quota Alino e quindi scende a Fuipiano al Brembo di San Giovanni Bianco.

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