Una scarica di pietre colpisce due giovani. «Sentieri devastati»

CARONA. Erano in cordata nella zona del rifugio Calvi, uno di loro ferito a una gamba: caricato sull’elicottero. Dopo i recenti nubifragi, massi e alberi sbarrano le vie.

Due ragazzi, che erano in cordata nella zona del rifugio Calvi verso Punta Esposito, sono stati colpiti domenica 30 luglio da una scarica di sassi ed è stato necessario l’intervento del Soccorso alpino per recuperarli: per uno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale.

Allertati anche i tecnici del Soccorso alpino, pronti a partire con le squadre territoriali e i due tecnici reperibili nel centro operativo di San Giovanni Bianco, che hanno raggiunto Carona in caso di intervento da terra e a supporto dell’elisoccorso di Bergamo di Areu, il quale infine ha risolto l’intervento. I due ragazzi stavano percorrendo una via sulla Punta Esposito quando sarebbe caduto un masso che ha colpito alla gamba uno dei due. Impossibilitato a procedere (si sospettava la frattura della gamba destra) e a causa del dolore che impossibilitava il giovane di 37 anni ad appoggiare il piede, i due hanno chiesto l’intervento dei soccorsi. Arrivato l’elicottero i sanitari hanno stabilizzato il giovane, caricato sul velivolo e infine trasportato al policlinico di Ponte San Pietro.

Fattore meteo

La scarica di sassi a Carona è probabilmente legata anche al maltempo dei giorni scorsi. Il nubifragio di lunedì scorso in particolare ha colpito molte aree del nord Italia, causando seri problemi alla percorribilità dei sentieri soprattutto quelli meno utilizzati dagli escursionisti . Uno dei sentieri più frequentati è quello che da Valbondione si snoda in direzione del rifugio Curò. Qui la devastazione causata dalla massa d’acqua scaricata in poche ore è stata notevole.

Il trascinamento più vistoso di materiale inerte e residui di vegetazione è quello che ha interessato la Valle del Casinèl, che discende dalle pendici nord del Monte Cimone fino a gettarsi nel fiume Serio poco a valle dell’Osservatorio floro-faunistico di Maslana (proprio nelle sue immediate vicinanze la strada di accesso non risulta al momento percorribile dai mezzi a motore a causa dei grossi massi che ne impediscono l’agibilità).

Proprio dove la valle stessa interseca la strada del Curò nel 2002 era stata posizionata dal rifugista una fontana artigianale. In seguito al nubifragio dello scorso lunedì questa è stata completamente sommersa. «È successo tutto – fa sapere Fabio Arizzi dal Curò – tra le 4 e le 6 di martedì. Uno dei fattori che più ha contribuito è la forte grandinata che ha creato dei piccoli sbarramenti naturali che poi sono velocemente collassati. Al vicino ponticello della Val Cerviera l’acqua passava sopra, così come sui nuovi “gabbioni di sassi” posizionati di recente al Trobio. Inoltre nel tratto finale della salita verso il Pizzo Recastello, il sentiero è scomparso perché si sono creati dei “canali di scolo” profondi un metro e mezzo».

Problemi su tutte le Orobie

Problemi un po’ su tutto l’arco delle Orobie. «Qui da noi – dice Francesco Tagliaferri, gestore dell’omonimo rifugio a Schilpario – il danno più rilevante è stato causato dalla piena del torrente Venano. La forza dell’acqua ha sradicato il ponticello in legno e per riposizionarlo abbiamo dovuto richiedere l’intervento dell’elicottero».

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