Valle Brembana: «Più asili contro lo spopolamento»

LA PROPOSTA. Lo studio del Pd: scuole presidio fondamentale, ma distanti da alcuni paesi anche 20 chilometri . «Tra dieci anni rischiamo di avere 1.200 ragazzi in meno. Servono almeno 50 posti nido ogni cento bimbi».

Valle Brembana

Aprire più asili nido e scuole d’infanzia, già oggi, per salvare la Valle Brembana dallo spopolamento. In un territorio dove, per alcuni paesi, proprio il primo asilo nido dista anche oltre venti chilometri. È questa la proposta che emerge dallo studio realizzato dal gruppo di lavoro Demografia e scuole del Pd della valle, coordinato da Bernardo Galizzi di San Giovanni Bianco.

La fotografia sul futuro della Valle

La fotografia da qui al 2035 che ne esce è desolante per tutta la valle: stando all’andamento attuale la popolazione perderà, rispetto allo scorso anno, altri 2.916 abitanti: in particolare ci saranno meno 1.206 giovani fino a 18 anni e un indice di vecchiaia altissimo: nel 2035 ci saranno quasi quattro over 65 per ogni bambino tra 0 e 13 anni (ora sono tre, nel 2019 erano 2).

Un andamento che si ripercuoterà sulla presenza delle scuole, «cuore» dei paesi, spesso elemento fondamentale per tenere le giovani famiglie sul territorio. Già oggi per le famiglie di alcuni paesi le scuole restano molto lontane: il primo nido per chi abita a Foppolo è a 22 chilometri, la prima scuola superiore a 27. M anche per Mezzoldo, Ornica, Valtorta, Roncobello, Taleggio, Blello e Vedeseta supera i dieci chilometri. Ed è, quindi, sulle scuole che lo studio si sofferma e pone i suoi obiettivi.

Le proiezioni sui prossimi dieci anni

«I prossimi dieci anni non potranno vedere miglioramenti - dice Galizzi - in quanto i numeri sono quelli determinati ormai dalle nascite degli anni scorsi. E sta accadendo ora: con le scuole che chiudono e i Comuni in difficoltà. Tra dieci anni vedremo anche la forte diminuzione degli studenti nelle scuole superiori: avremo 800 iscritti in meno dalla valle». Le proiezioni dicono, per fare un esempio, che oggi gli iscritti alle primarie in valle sono 1.293, tra dieci anni i residenti saranno 1.118, alle medie oggi ci sono 915 alunni, nel 2035 la previsione è di 761 residenti per quella fascia di età.

«Per cercare di non crollare ulteriormente tra dieci anni - continua Galizzi - occorre ora agire sui nidi e micronidi. Oggi, in valle, ci sono solo 27 posti ogni cento bambini. Bisognerebbe puntare ad almeno il 50% dei posti rispetto ai potenziali utenti, ovvero circa 90 posti i più, aprendo il servizio soprattutto nell’alta valle, che ora ne è sprovvisto. Questo senza guardare per una volta alla logica dei numeri e alla sostenibilità economica, diversamente si continuerà nella spirale perversa di meno servizi, meno nati, spopolamento e quindi ancora meno servizi».

La distribuzione degli istituti scolastici

Sempre sulla scuola il gruppo di studio (che presenterà quanto realizzato a Comunità montana e istituzioni) una «distribuzione razionale degli istituti scolastici con eventuale accorpamento di segreterie e dirigenze e la definizione di concerto con regia sovracomunale quali istituti scolastici saranno necessari, concordando anche gli indirizzi (evitando, per esempio, la replica tra istituti, ndr)». Uno sguardo anche ai Comuni: nel 2025 le previsioni dicono che ben 13 su 37 avranno meno di 200 residenti.

«Con questi numeri - dice ancora Galizzi - diversi Comuni non riusciranno più a sostenere i servizi, i costi saranno evidentemente maggiori delle entrate. Unire i servizi diventerà quindi necessario per sopravvivere».

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