Vent’anni per rinascere, San Pellegrino è ancora un cantiere da 200 milioni
L’ANNIVERSARIO . Nel gennaio 2007 la firma con Regione, Provincia e Percassi per il rilancio turistico: terme ludiche e sanitarie, funicolare, Vetta, albergo e Casa della Sanpellegrino. Flagship Factory e Parco tecnologico dell’acqua: cosa è stato fatto e cosa manca
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Giovanni Ghisalberti
Tanto è stato fatto, tanto resta da fare. Tanto è cambiato. Perché vent’anni sono ormai trascorsi dal quel 30 gennaio 2007 che vide al tavolo l’allora governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Valerio Bettoni, il sindaco di San Pellegrino Gianluigi Scanzi e Antonio Percassi.
Veniva firmato l’Accordo di programma per lo sviluppo turistico di San Pellegrino. Con una previsione di investimenti di 132 milioni di euro. Da allora si sono avuti tre atti integrativi a quell’accordo, l’ultimo dieci anni fa (ora ne è previsto un quarto, sempre rinviato).
I nuovi scenari
Da allora gli investimenti sono «esplosi», alcune opere fondamentali, a iniziare dalle nuove terme ludiche (QC Terme), sono state realizzate, altre sono in attesa, altre ormai abbandonate. Gli scenari economici internazionali, dopo 20 anni, sono decisamente cambiati.
L’opera fondamentale - le terme - sono state realizzate dal gruppo Percassi (oggi sono proprietà del gruppo francese Paribas), e aperte nel dicembre 2014. Da allora sono arrivate altre opere, alcune nel piano, altre fuori da quella programmazione: la riattivazione della funicolare, un nuovo albergo a servizio delle terme, la passerella pedonale. Altri progetti sono iniziati ma non conclusi, dalle terme sanitarie nell’ex Villa Giuseppina (conclusione prevista nella primavera 2027) all’ex cinema Eden, dove mancano impianti tecnologici e arredi.
La Flagship Factory nel 2027
Enorme (120 milioni di euro) l’investimento della Sanpellegrino spa per la Flagship Factory: lo stabilimento rinnovato sarà pronto il prossimo anno. Aperto al pubblico ospiterà anche un museo dell’acqua. A conclusione l’azienda riqualificherà il tratto di via De’Medici, dallo stabilimento alla chiesa di Caravaggio e illuminerà la ciclabile da Pregalleno al confine di Zogno, mentre il Comune ha chiesto un’intervento di miglioramento del lato stabilimento che guarda la statale 470.
Tre, in particolare, le risorse fondamentali, invece, ancora da rilanciare: Grand Hotel, ex centro termale di via Mazzoni e la località Vetta. A vent’anni di distanza da quell’accordo San Pellegrino è ancora un cantiere aperto ma anche un progetto che ancora non è del tutto definito. Con investimenti complessivi che ormai superano i 200 milioni di euro.
Ex terme, interesse straniero
Il punto di domanda principale pare essere quello che doveva diventare, nelle ipotesi iniziali del gruppo Percassi, un centro commerciale-residenziale, al posto delle storiche terme e dell’area un tempo occupata da un albergo. Soluzione ormai abbandonata, come sembra tramontare l’ipotesi di utilizzare quest’area come ampliamento di QC Terme.
«Su quest’area - spiega il vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi - c’è ora l’interessamento di una catena alberghiera internazionale, disponibile a gestire eventualmente una struttura ricettiva con Spa, che utilizzerebbe l’acqua termale della fonte Vita». Nel «pacchetto» rientrerebbero l’edificio delle vecchie terme di via Mazzoni, l’ampia area verde adiacente e il parcheggio (nel progetto iniziale era previsto sormontato da una piattaforma residenziale-commerciale).
Nell’operazione dovrà però essere definita la questione della sorgente termale Vita, la cui concessione a Sp Resort (oggi di Paribas) è scaduta lo scorso dicembre.
Su quest’area - spiega il vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi - c’è ora l’interessamento di una catena alberghiera internazionale, disponibile a gestire eventualmente una struttura ricettiva con Spa
Le nuove terme sanitarie, invece, saranno ricavate nell’ex Villa Giuseppina, con ingresso proprio a lato di QC Terme. Il Comune sta concludendo i lavori di allestimento (complessivamente saranno stati spesi circa 5 milioni di euro). Ma resta il nodo della gestione. Nonostante bandi e avvisi di manifestazioni di interesse non si è ancora trovato un gestore.
Vetta, albergo e Magic Waterglow
L’altra area che attende ancora il rilancio definitivo è la Vetta, storica località vip della cittadina termale, sede di ville che ultimante stanno rivedendo una rinascita. Riattivata nel luglio 2022 la funicolare, resta da completare il progetto di recupero dell’ex albergo Vetta, posto proprio a fianco della stazione di arrivo. L’intervento è affidato al gruppo Zani che ha presentato recentemente un nuovo progetto.
Poco distante è stato avviato il cantiere per il parco tecnologico dedicato all’acqua, (Magic Waterglow) previsto in una galleria di 220 metri abbandonata da anni e un tempo occupata dal serbatoio di un acquedotto. È prevista un’installazione tridimensionale, virtuale e sensoriale permanente, che sfrutterà altissime tecnologie multidisciplinari (cinematografiche e architettoniche). Tutto dedicato all’acqua. Con un afflusso previsto di 70-80 mila persone l’anno. «Qui, purtroppo siamo noi come Comune in ritardo con i tempi - dice Milesi -. Sono stati avviati lavori edili propedeutici, relativi al recupero della cisterna che ospiterà bar e reception».
Un’opera, il Magic, che rientra in un intervento più ampio da oltre quattro milioni di euro, comprensivo del parcheggio in località Botta (concluso), percorsi pedonali per le grotte del Sogno, il parco e le nuove fermate della funicolare per la Botta (quasi conclusa) e la località Paradiso.
La Casa della Sanpellegrino
Proprio nella località Paradiso la Sanpellegrino spa sta investendo nove milioni di euro per realizzare la sua «Casa», un albergo che ospiterà anche eventi e meeting. È in corso la realizzazione della strada di accesso, mentre l’azienda sta scegliendo le imprese per i lavori di recupero dell’ex albergo.
Grand Hotel, obiettivo: riapertura nel 2030
Conclusione del progetto nel primo trimestre 2028, apertura entro fine 2030. Questi , invece, i tempi previsti per la rinascita del Grand Hotel di San Pellegrino, lo storico albergo delle regine che quest’anno compie 120 anni ed è chiuso dal 1979. A tracciare il cronoprogramma è Nima Khan Nakhjavani, direttore dello Sviluppo e responsabile dell’espansione della Ekn Development in Europa e del progetto del Grand Hotel San Pellegrino. Settanta i milioni di euro previsti per l’investimento.
«I lavori relativi al Grand Hotel proseguono e stanno gradualmente entrando in una fase di approfondimento delle analisi tecniche e di maggiore coordinamento della progettazione. Negli ultimi mesi, EKN Development ha continuato a lavorare sul concept generale del futuro hotel, sull’approfondimento della conoscenza dell’edificio e sulla costituzione del gruppo di professionisti che accompagnerà il progetto».
I lavori relativi al Grand Hotel proseguono e stanno gradualmente entrando in una fase di approfondimento delle analisi tecniche e di maggiore coordinamento della progettazion
La progettazione tecnica del recupero è affidata alla Lombardini22 di Milano mentre all’architetto di fama internazionale Pierre-Yves_Rochon.
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